Occhio al tasso zero!

Se per comperare un elettrodomestico vi propongono il tasso zero state attenti! Non sempre si tratta di un’offerta vantaggiosa poiché spesso scattano tassi e spese nascoste che non rendono l’affare conveniente. Come riconoscere quindi la truffa se vogliamo acquistare il forno, la lavastoviglie o il frigorifero a tasso zero?L’operazione delle rateizzazione non coinvolge solo il cliente ed il venditore ma anche la società finanziaria che anticipa i soldi del bene acquistato: sarà a questa che il cliente dovrà restituire la cifra. Ma è come è possibile che la finanziaria, incassando le rate a tasso zero, non ci guadagni nulla? In realtà non è proprio così poiché, qualche interesse si paga già nell’immediato: di norma, viene inserito nelle spese di apertura e gestione della pratica.Inoltre, affinché un finanziamento per l’acquisto di un bene sia veramente a tasso zero, anche il Tan e il Taeg (Tasso Annuo Nominale e Tasso Annuo Effettivo Globale) devono essere pari a zero. Se, calcolando il valore della rata mensile, il primo (il tasso sul capitale) si azzera ed il secondo (il tasso su imposte, istruttoria, commissioni) si alza, non otterremo un vero finanziamento a tasso zero.

Questo tipo di promozione viene applicata per un periodo di tempo limitato: per un tot di mesi, il cliente non pagherà interessi nella rata ma, in quelli successivi ci potrebbe essere un aumento dovuto a nuovi conteggi. Quindi per evitare truffe di questo tipo è importante stabilire nero su bianco che il valore della prima rata deve essere uguale a quello dell’ultima. Ecco qualche esempio pratico: se un elettrodomestico costa 1000 e viene applicato un tasso di interesse del 10% per pagarlo a rate, alla fine il bene costerà 1.100 euro. Ma se lo stesso viene proposto a 1.100 euro a tasso zero, alla fine avrò pagato la stessa cifra. Dov’è la differenza? Se pago in contanti nel primo caso, pago il valore del bene, mentre nel secondo caso, pagando a rate, pagherò anche gli interessi.Il secondo esempio è sugli interessi nascosti. Per riconoscere le truffe nell’acquisto di elettrodomestici a tasso zero, bisogna guardare bene il Taeg, il tasso che contiene tutte le spese nascoste tra cui quelle di istruttoria ed assicurative o le commissioni. Anche il Taeg, come il Tan, dev’essere uguale allo 0%.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

A Saccolongo in provincia di Padova: il Riciclo si trasforma in Sconto

A Saccolongo, in provincia di Padova, il riciclo si trasforma in sconto grazie al progetto con slogan “Dove il riciclo è ricchezza”, promosso dal sindaco Elisa Maggiolo e dell’assessore al Commercio Andrew Feltre.

Come previsto nel progetto è stato installato un’ecocompattatore, in piazza Mercato, accanto al distributore dell’acqua e al bidone di raccolta dell’olio da cucina, e i cittadini infilandovi bottiglie di plastica vuote e lattine di alluminio riceveranno dei buoni sconto utilizzabili negli esercizi commerciali locali. I rifiuti in questo modo non sono più una spesa, ma una risorsa, trasformandosi in denaro che si può spendere per risparmiare. L’ecocompattatore entrarà in funzione non appena sarà terminata l’installazione e il processo di adesione degli sponsor.

L’assessore al Commercio Andrew Feltre ha spiegato «Questo tipo di distributore è presente all’estero e inizia a prendere piede in diverse città italiane e anche l’amministrazione di Saccolongo ha ritenuto potesse essere un buon incentivo al commercio e al riciclo. I negozi che aderiranno all’iniziativa stabiliranno a quanto può corrispondere un determinato punteggio, tipo sconti in euro o percentuali di scontistica sugli acquisti. Un caso che ci ha illustrato l’installatore, ad esempio, era quello di una pizzeria che in un giorno settimanale in cui l’affluenza della clientela è più bassa offriva la pizza gratis a chi aveva determinati punteggi, facendo pagare solo le bibite: la pizzeria attira clienti, i quali però risparmiano sulla cena».

di Umberto Buzzoni

Nel 2015 lieve calo dei costi per mantenere una casa

Nel 2014 secondo i dati Istat il mercato immobiliare è tornato a crescere per la prima volta dopo sette anni consecutivi di cali. Gli acquisti di unità immobiliari, pari a 594.431 unità, sono cresciuti dell’1,6% rispetto al 2013 ad eccezione delle Isole dove si è registrato un calo dell’1%.

Questo dato va pero’ analizzato sulla base di quanto osservato dal Censis dato che la crisi economica nel 2013 ha fatto registrare volumi di vendita del mercato immobiliare pari a quelli del 1984.

Elementi che hanno inciso negativamente, secondo il Censis, sono state le tasse sulla casa (Imu, Tari e Tasi) e la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie del 9,8% dal 2008. Va inoltre considerato che oltre ai costi sostenuti per la proprietà dell’immobile bisogna affrontare anche le spese per il mantenimento e le utenze come le spese condominali e le bollette per la fornitura di energia elettrica, gas e acqua. L’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori e l’Adusbef hanno stimato che nel 2015 per un appartamento di 90 metri quadrati situato in una zona semi-centrale di una grande area metropolitana il costo da sostenere mensilmente in caso di affitto sarebbe di 1.693,45 euro (una riduzione di 32,69 euro rispetto al 2014) mentre per una casa di proprietà il costo di mantenimento sarebbe di 1.151,20 euro al mese (una riduzione di 25,19 euro rispetto al 2014).

Le diminuzioni sono la conseguenza della riduzione dei costi per luce e gas, mutui meno onerosi (ribasso dei tassi d’interesse nel 2015 con un costo medio di 595 euro mensili contro i 618 euro del 2014) e alla riduzione degli affitti (1.212 euro al mese per il 2015 contro i 1.242 dello scorso anno). I cali pero’ saranno in parte compensati dai contemporanei rincari della fornitura del servizio idrico (+3% su base annua), delle spese condominiali (+4%) e della Tari che aumenterà del 6% rispetto al 2014.

3 Italia gli aumenti a partire dal 24 maggio: Segreteria Telefonica, MMS, chiamate internazionali e il servizio “Ti Ho Cercato”

di Umberto Buzzoni

L’operatore 3 Italia introdurrà nuove condizioni per MMS, chiamate internazionali, segreteria telefonica e il servizio “Ti Ho Cercato” partendo dal 24 maggio con il pagamento di 20 centesimi per le chiamate alla segreteria telefonica (4133) indipendentemente dalla durata della telefonata.

Tra il primo giugno ed il primo luglio l’opzione “All’estero come a casa” si trasformerà in “3Easy pass” con costo di chiamata pari alla tariffa nazionale, scatto alla risposta di 30 centesimi, addebito di 30 centesimi per chiamata ricevuta e traffico dati come da tariffa nazionale più scatto di inizio sessione di 30 centesimi.

Dal 21 giugno per ogni MMS inviato è previsto un costo di 1,12 euro indipendentemente dal volume dei dati trasmessi e le chiamate dall’Italia verso l’estero per la Zona 1 passeranno a 50 centesimi di euro al minuto, verso la Zona 2 costeranno 2,03 euro al minuto mentre non subiranno variazioni il costo delle videochiamate, degli SMS ed MMS.

Inoltre dal 26 luglio il servizio “Ti ho cercato”, che avvisa con SMS le chiamate perse, diventerà a pagamento con un costo di 90 centesimi al mese che verranno addebitati alla ricezione del primo SMS di notifica e solo nei mesi di effettiva fruizione del servizio. E’ possibile disattivare un servizio indesiderato dall’area clienti o chiamando il centro assistenza e per quanto riguarda il servizio “Ti ho cercato” si può disattivare inviando la stringa “*112#” dalla tastiera del cellulare e attendere il messaggio di conferma.

Da maggio cambiano i contratti in corso con Telecom Italia: come fare per tutelarsi

di Umberto Buzzoni

Dal primo maggio 2015 Telecom Italia e Tim confluiranno in un solo marchio “Tim” per tutti i servizi di telefonia fissa, mobile e internet. Questo comporterà un cambio nelle offerte dedicate alla linea di casa. La linea telefonica di casa passerà a “Tutto Voce” un’offerta di tipo “flat” con chiamate illimitate verso tutti i telefoni fissi e i cellulari nazionali al costo di 29 euro al mese.

I clienti possono scegliere un’altra offerta alternativa tra cui restare con un’offerta a consumo come l’offerta Voce per un costo mensile di 19 euro e telefonate a consumo. I clienti che pagano mediamente 38 euro a bimestre potrebbero ritrovarsi a pagarne 58 per il passaggio automatico previsto in caso ci sia stato traffico telefonico verso fissi o mobili nazionali nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2014 ma chiamando il 187 si potrà scegliere l’offerta “Voce” da 19 euro al mese.

Il cliente inoltre è libero di recedere dall’attuale contratto con debita comunicazione scritta entro il 31 maggio 2015 inviata a Telecom Italia Servizio Clienti Residenziali, casella postale n.211 – 14100 Asti o via fax al numero gratuito 800000187.

Come disattivare il servizio Sms My Wind diventato a pagamento

di Umberto Buzzoni

MyWind è il servizio che tramite SMS informa delle chiamate ricevute mentre il cellulare è spento, non raggiungibile o occupato in un’altra conversazione. Per ogni chiamata persa si riceve un messaggio con il numero di chi ti ha chiamato e la data e l’ora della chiamata.

Quando si compra una scheda ricaricabile il servizio My Wind viene attivato in automatico ma come si legge nel sito Wind dal 15 Dicembre 2014 è divenuto a pagamento per tutti i clienti ricaricabile.

Sms inviato da Wind agli utenti ricaricabile:
“Gentile Cliente, dal 25/02/15 cambiano le condizioni di My Wind, il servizio che la informa con un sms su chi l’ha cercata. Il costo sarà di 19cent per 7gg incluso quello di ricezione del primo sms e sarà addebitato solo in caso di fruizione del servizio. Può disattivare al 403020 o recedere dai servizi Wind senza costi entro il 24/02/15. Info su Wind.it

Il 30 dicembre Wind ha comunicato nel sito ufficiale il cambio delle condizioni. “Il 15 dicembre 2014 il servizio diventa a pagamento per i clienti con ricaricabile e piano tariffario “Wind 1″ e “Wind al secondo. Il 23 gennaio 2015 diventerà a pagamento per i tutti gli altri piani tariffari, ad eccezione di “Wind 12″, per il quale seguirà un SMS informativo sulla data effettiva di applicazione del costo. A seguito della presente proposta di modifica delle condizioni contrattuali puoi esercitare il diritto di recesso da tutti i servizi Wind, senza penali né costi di disattivazione, come previsto dall’art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, inviando comunicazione entro la data riportata nel messaggio ricevuto, con lettera raccomandata A.R. al seguente indirizzo: Wind Telecomunicazioni SpA – Servizio Disdette – Casella Postale 14155 – Ufficio Postale Milano 65 – 20152.”

Dopo aver chiamato il 403020 per richiedere la disattivazione bisogna tenere in conto che in caso di portabilità del numero il servizio è attivo sia sulla SIM provvisoria che sulla SIM su cui sarà trasferito il numero richiesto quindi la disattivazione si deve richiedere sia per la SIM provvisoria che per quella definitiva.

Il costo del servizio si applica anche con credito zero e segreteria telefonica attiva ma non funziona se è impostato il trasferimento di chiamata verso un altro numero di telefono. Inoltre il servizio si riattiva quando viene disabilitato il trasferimento di chiamata verso la segreteria telefonica o altro numero e in tal caso si dovrà richiedere nuovamente la disattivazione.

Chiamate gratuite con WhatsApp: ricevere l’invito per attivarlo

di Umberto Buzzoni

WhatsApp conta 465 milioni di utenti attivi al mese e il 19 febbraio è stato comprato da Facebook per 19 miliardi di dollari. A gennaio fu annunciata l’uscita della versione PC del servizio (WhatsApp Web), compatibile con tutti i telefonini Android, Windows Phone e BlackBerry ma non con i dispositivi Apple.

Durante il Mobile World Congress a Barcellona, il fondatore di WhatsApp, Jan Koum, ha annunciato che entro l’estate sarà disponibile la nuova funzione di Chiamate gratuite su piattaforma iOS (Apple) e Android ed in un secondo momento anche su Windows Phone e Blackberry. L’aggiunta del Voice Over Ip permetterà di effettuare chiamate gratuite sfruttando una connessione dati sia con rete WiFi sia con rete cellulare 3G.

Il servizio non è più in versione beta ed è arrivato finalmente in Italia, ma l’attivazione non è automatica bensì funziona per invito. Per ora è disponibile solo per Android e per poterlo utilizzare è necessario aggiornare WhatsApp ( almeno versione 2.11.561) e soprattutto ricevere una telefonata da chi già dispone del servizio. Al momento il numero di utenti a cui viene concesso il servizio è limitato e si sconsiglia di inserire il proprio numero di telefono in siti che garantiscono la ricezione dell’invito per il rischio spam e malware.