Bonus seggiolini antiabbandono.

A partire dal 20 febbraio sarà possibile richiedere il bonus di 30 euro per l’acquisto di seggiolini antiabbandono da sistemare in auto. L’iniziativa è riservata all’acquisto di un solo dispositivo per ciascun bambino di età inferiore a 4 anni. Ricordiamo che l’obbligo di utilizzare il mezzo salvavita scatterà a partire dal 6 marzo. Lo sconto di 30 euro coprirà un terzo oppure la metà della spesa totale in base alla scelta ed al canale scelto per l’ acquisto. Lo Stato ha stanziato due milioni di euro quindi la platea dei beneficiari è molto ampia. Può richiedere il bonus un genitore o chi esercita la patria potestà: occorre munirsi di SPID (Identità Digitale) e collegarsi all’apposita piattaforma sul sito di Sogei o del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Una volta registrati occorre inserire nome, cognome e codice fiscale del bambino. Dopo opportune verifiche verrà emesso il voucher la cui validità sarà di 30 giorni. In caso di mancato utilizzo nel lasso di tempo indicato il buono sarà annullato e bisognerà presentare nuovamente l’istanza. Chi invece ha acquistato il dispositivo prima del 20 febbraio potrà chiedere il rimborso utilizzando l’apposita piattaforma a partire dal 20 febbraio 2020. Alla domanda andranno allegati gli scontrini fiscali o le fatture. Se tali documenti non riportano la scritta “dispositivo antiabbandono”, il richiedente può compilare un modello a parte per dichiarare che la spesa è relativa all’acquisto di un seggiolino anti-abbandono. In questo caso il bonus dei 30 euro verrà rimborsato con un accredito sul conto corrente.

Direttore responsabile
Buzzoni Umberto

Carte contactless: attenti alla truffa dei 25 euro.

State attenti alla nuova truffa: si tratta del prelievo di 25 euro dalle carte contactless utilizzate dai consumatori per fare acquisti. Pagare con tale carta è molto semplice: basta appoggiarla al pos ed il gioco è fatto. Inoltre per gli acquisti di importi inferiori o pari a 25 euro non è necessario inserire il pin segreto per concludere l’operazione. La truffa scatta sfruttando la velocità con cui si chiude la transazione. Come?

Basterà un semplice pos portatile per avvicinare l’ignaro utente dotato di carta contacless ed addebitare sul suo conto in automatico acquisti con importi inferiori a 25 euro. Tale carta non richiede l’uso del pin e non invia un sms come promemoria degli acquisti effettuati. Se pensiamo a migliaia di utenti, viaggiatori o turisti che si trovano in posti affollati ci rendiamo conto di quanto possa essere facile diventare bersagli del raggiro. È possibile tutelarsi? La risposta è positiva basta disattivare l’opzione NFC. Così facendo la carta potrà essere usata solo in caso di pagamento. Un altro consiglio è quello di inserire la carta in una custodia di plastica che fungerà da schermo. Ricordiamo infine che è possibile contestare l’addebito entro 60 giorni dall’estratto conto.

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Buzzoni Umberto

Sicurezza sul lavoro: Primo Soccorso, Antincendio, RSL ed RSPP sono i corsi da seguire per evitare sanzioni.

Formare i lavoratori rientra negli obblighi di legge odierni pertanto, indipendentemente dalla tipologia di contratto, ogni dipendente deve seguire un apposito corso. Lo stesso discorso vale anche per le aziende con soci: uno di questi viene indicato come datore di lavoro e gli altri come dipendenti. Sono esclusi dall’obbligo di formazione i coadiuvanti familiari. I corsi di sicurezza sono: antincendio, rspp, rls e primo soccorso. Si articolano in moduli differenti basati sul numero di ore e sulla classificazione dei rischi ovvero basso, medio ed alto. In particolare il rischio basso riguarda il personale impiegato nel settore della vendita al dettaglio, nella ristorazione e nel turismo; il rischio medio interessa i dipendenti della pubblica amministrazione ed il settore agricolo; il rischio alto abbraccia le categorie di lavoratori in contatto con sostanze pericolose, agenti chimici ed i lavoratori del settore edile. Gli attestati rilasciati sono nominativi e soggetti a periodici aggiornamenti. Il corso di antincendio varia in base al rischio dell’attività: spetta al titolare individuare un lavoratore che avrà anche la funzione di addetto antincendio ma può partecipare al corso egli stesso.

Il corso di primo soccorso insegna al lavoratore designato per ricoprire tale ruolo tutte le misure da adottare in caso di emergenza. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è un ruolo che po’ essere svolto sia da un lavoratore selezionato sia  dal titolare stesso oppure da un consulente esterno. A seconda dell’attività, il corso RSPP di 16 ore è dedicato al rischio basso, quello di 32 ore al rischio medio e 48 ore al rischio alto. Si studiano le norme relative al tema della sicurezza e la valutazione dei diversi rischi aziendali. Il responsabile del servizio prevenzione e protezione ha il compito di segnalare i rischi all’interno dell’azienda ed occuparsi di formare il personale in merito alla sicurezza. L’ultima figura è quella dell’RSL (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) ed i lavoratori che ricoprono tale ruolo variano in base al numero dei dipendenti presenti in azienda. Se l’azienda ha meno di 200 dipendenti, si nomina un solo RLS; per aziende da 200 a 1000 dipendenti i responsabili della sicurezza devono essere 3, mentre per le aziende con più di 1000 dipendenti i responsabili devono essere 6. La figura del responsabile della sicurezza viene scelta tra i dipendenti stessi e deve seguire un corso di 32 ore.

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Buzzoni Umberto

“Bonus Acqua” sconti in bolletta per i più bisognosi.

Il “Bonus Acqua” è un’agevolazione fiscale dedicata ai più bisognosi che prevede uno sconto sulle bollette.  Il valore del bonus è stato esteso anche ai costi dei servizi di fognatura e depurazione: le riduzioni riguarderanno quindi non solo i consumi idrici ma anche i vari servizi di trattamento. Lo sconto è pari al 20-30% sul totale della bolletta dell’acqua. Dal 2020 hanno diritto al “Bonus Acqua” anche i titolari di reddito e pensione di cittadinanza: la domanda potrà essere presentata a partire dal 1° febbraio. Possono accedere all’agevolazione tutti i nuclei familiari, ed i singoli, con Isee non superiore a 8.265 euro, limite che sale a 20.000 euro se si hanno più di tre figli a carico.

La domanda dovrà essere presentata al Comune o tramite Caf. Lo sconto sarà applicato direttamente in bolletta per chi ha un contratto diretto, mentre l’utente indiretto, cioè la famiglia che non ha un contratto proprio di fornitura idrica, riceverà il bonus in un’unica soluzione, in base ad apposite modalità del gestore del servizio. Una novità: a partire dal 2021 gli aventi diritto al bonus non dovranno più presentare domanda poiché il rinnovo sarà automatico.

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Buzzoni Umberto

Danni in condominio: chi paga?

Supponiamo che in un condominio ci sia un appartamento in affitto e che si debba trasportare per le scale un mobile. L’affittuario compie le operazioni in maniera distratta danneggiando i muri delle scale. Si può ipotizzare che si rompano le tubature di esclusiva pertinenza dell’appartamento e che, a causa di tale evento, ci siano delle infiltrazioni a catena nelle parti comuni. Entrambe le ipotesi prevedono un risarcimento ma chi è che paga? Nel primo caso, ovvero quando l’affittuario pecca di negligenza, è il locatore a doversi assumere tutte le responsabilità. Per quanto riguarda il secondo caso entrano in gioco degli elementi strutturali che complicano la questione. La Corte di Cassazione ha avuto modo di specificare che “diversamente dalla responsabilità soggettiva, per dolo o colpa, prevista dalla norma generale di cui all’art. 2043 c.c., i successivi articoli 2051 e 2053 configurano invece ipotesi di responsabilità oggettiva, basata sul nesso materiale di causalità tra la res e l’evento dannoso”.

In questo caso il proprietario locatore, conserva la custodia delle strutture murarie e degli impianti pertanto è responsabile in via esclusiva dei danni arrecati a terzi, mentre il conduttore, acquistando la disponibilità delle altre partì dell’immobile compresi gli elementi esterni degli impianti facilmente ispezionabili e sostituibili è responsabile in via esclusiva verso i terzi per i danni da queste cagionati. In sostanza, in relazione agli elementi strutturali dell’immobile, l’inquilino dovrà essere considerato responsabile per tutti quei danni provenienti da cose facilmente ispezionabili e riparabili.

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Buzzoni Umberto

La nuova “Carta Famiglia” sarà disponibile da febbraio.

Sarà disponibile da febbraio la nuova carta che prevede agevolazioni per le famiglie numerose. La misura rientra nella manovra ed è una delle tante iniziative dedicate agli italiani come ad esempio il bonus bebè ed il potenziamento del bonus nido. La “Carta Famiglia” è riservata ai cittadini, italiani o europei, residenti regolarmente nel territorio e spetta alle famiglie con almeno tre figli conviventi sotto i 26 anni. La “Carta Famiglia” da accesso sull’acquisto di beni e servizi, da diritto a riduzioni tariffarie concesse dai soggetti pubblici e privati che aderiscono all’iniziativa.  La precedente normativa elencava tra i requisiti anche il valore ISEE che da quest’anno è stato abolito.Ricordiamo che la “Carta Famiglia” viene emessa in via telematica: occorrerà presentare domanda attraverso un portale online gestito dal Dipartimento per la Famiglia. Potrà essere chiesta da uno dei genitori, ma il suo utilizzo sarà valido per tutti i componenti della famiglia. Sarà cura del Ministero avviare una ricerca di soggetti pubblici e privati che vogliano aderire all’iniziativa stipulando convenzioni vantaggiose. L’elenco di tali soggetti sarà costantemente aggiornato al fine di garantire un corretto e trasparente servizio di informazione. La nuova “Carta Famiglia” sarà disponibile da febbraio..

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Buzzoni Umberto

Agenzia delle Entrate ed accertamenti fiscali: casi in cui scattano i controlli.

In questo articolo parleremo dei possibili casi sospetti che fanno scattare un accertamento fiscale. Il primo tra tutti è il pagamento di fatture false ovvero quando si ha uno scambio di denaro per una prestazione mai erogata. A volte tali documenti fiscali sono emessi solo per ricevere contributi  o sconti statali. Il rischio di essere scoperti è alto e le conseguenze riguardano sia chi crea la fattura falsa sia colui che la paga. Un altro caso che desta sospetti è il rimborso per spese non dimostrabili. Spesso si ricevono soldi da persone con cui non si hanno rapporti contrattuali o di parentela. In queste situazioni è necessario dimostrare, con un documento, la spesa sostenuta ad esempio un biglietto aereo, uno scontrino, la fattura di un pernottamento in hotel. Dello stesso avviso anche i bonifici non dimostrabili specie se gli importi sono alti: in questo caso bisogna avere un documento scritto per giustificare il bonifico. Dire “è un regalo»” non salva dall’accertamento poiché le donazioni da estranei scontano sempre un’imposta dell’8% sul valore del bene. Solo quelle tra genitori, nonni o coniugi hanno una franchigia di un milione ed un’aliquota pari al 4% mentre quelle tra fratelli e sorelle hanno una franchigia di 100mila euro ed un’aliquota del 6%.

Destano sospetti anche i bonifici esteri. L’Agenzia delle Entrate in questi casi potrebbe avviare un’indagine coinvolgendo anche la Banca che, per ottemperare agli obblighi di antiriciclaggio, potrebbe chiedere spiegazioni. Se le risposte del cliente sono insufficienti la pratica è segnalata all’Agenzia delle Entrate ai fini dell’accertamento di evasione fiscale. Se il contribuente è un imprenditore o un professionista, i controlli bancari possono essere estesi anche al conto corrente del coniuge. Quando i passaggi di denaro tra marito e moglie sono intensi e periodici, oppure quando si tratta di cifre elevate, l’Agenzia delle Entrate supera la presunzione che si tratti di normali contributi di assistenza familiare e può sospettare un tentativo di evasione.

Attenzione poiché potrebbe succedere che, per una operazione poco trasparente, seppur lecita, l’Agenzia delle Entrate inserisca il nominativo della persona coinvolta nelle “liste selettive”, ossia l’elenco dei contribuenti a maggior rischio evasione. Ricordiamo che l’Agenzia delle Entrate può verificare la posizione del contribuente fino a cinque anni dopo la scadenza del termine per l’invio della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta considerato.

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Buzzoni Umberto