Nuova truffa in agguato ai danni degli anziani

State attenti alla nuova truffa rivolta agli anziani titolari di bancomat. Il raggiro scatta subito dopo un prelievo di denaro in banca quando un finto funzionario si avvicina a voi. L’uomo non desta sospetti poiché è vestito in modo elegante ed ha al petto un tesserino identificativo. Egli si presenta dichiarando nome e cognome chiedendo di poter controllare il denaro appena ritirato. La scusa utilizzata è quella di aver ricevuto un ordine dai suoi superiori: potrebbe essersi verificato un errore e le banconote appena prelevate potrebbero essere false.

A quel punto l’anziano si fida dell’uomo e gli consegna le banconote credendo che l’inconveniente possa risolversi in breve tempo. In realtà il finto banchiere simulerà un controllo per sostituire, con abili mosse, le banconote vere prelevate dal cliente con quelle false. La vittima, ignara di quanto sta accadendo, lascia svolgere al truffatore il suo lavoro. Alla fine egli riconsegnerà al cliente denaro falso per poi dileguarsi in tutta fretta. L’amara scoperta avverrà solo in seguito quando la vittima si renderà conto di essere stata ingannata. Il consiglio è quello di non fidarsi se dopo un prelievo in banca si viene avvicinati da qualcuno che chiede di controllare le banconote prelevate. Allontanatevi e segnalate l’episodio alle forze dell’ordine.

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Buzzoni Umberto

Acqua: dopo due anni non paghi più le bollette in prescrizione.

Una notizia interessante per i consumatori arriva dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente. La novità riguarda le bollette dell’acqua in particolare la prescrizione degli importi non pagati che scende da cinque a due anni. I gestori basandosi su nuove regole di trasparenza dovranno emettere una fattura separata contenente solo gli importi per consumi risalenti a più di due anni. In alternativa tali importi arretrati dovranno essere evidenziati in fattura in maniera chiara e leggibile.

La normativa, in vigore dal 1° gennaio 2020, indica che se i ritardi sono causati dal gestore l’utente potrà pagare solo gli importi relativi ai consumi più recenti di due anni. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente ha inoltre approvato una delibera circa la frequenza minima mensile per le fatturazioni. Lo scopo è quello di evitare bollette troppo ravvicinate. I gestori dovranno inoltre dare agli utenti la possibilità di contestare gli importi prescrittibili fornendo un modulo per comunicare la volontà di non pagare. I moduli dovranno essere disponibili  sia on line che negli sportelli aperti al pubblico.

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Milano: dal 2030 sarà vietato fumare all’aperto.

L’annuncio è rivolto ai cittadini dallo stesso sindaco della città di Milano che ha dichiarato il divieto di fumare una sigaretta all’aperto a partire dal 2030. Il provvedimento a breve sarà attivo ed esteso anche alle fermate degli autobus. Il provvedie durante le code. Secondo il Rapporto Nazionale sul fumo del 2018, in Italia il 23,3% della popolazione fuma abitualmente. Le donne sono in minoranza rispetto agli uomini mentre tra i giovanissimi (14-17 anni), l’11% è fumatore abituale, il 13% occasionale. Infine almeno il 20% ha provato per una volta la sigaretta tradizionale. Dai dati risulta che il numero di sigarette fumate in media è pari a 12 al giorno. In Italia il divieto di fumo nei locali pubblici è entrato in vigore nel 2003.

Molti comuni hanno inoltre avviato iniziative volte alla lotta contro il fumo passivo. Un esempio? Bibione, comune in provincia di Venezia, ha lanciato l’estate scorsa il programma “Respira il mare” vietando il fumo lungo tutto il litorale. Milano si mostra all’avanguardia anche su altri temi: la capitale della moda punta al “green” per sensibilizzare i cittadini su tematiche ambientali. Pensiamo alla lotta alla plastica ed al nuovo regolamento comunale che imporrà a breve novità in materia di salvaguardia dell’ambiente. Qualche anticipazione? Lotta allo smog per ridurre le emissioni, lotta contro i fuochi artificiali, e lotta contro  i forni a legna presenti nelle pizzerie.

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Alcolock”: dal 2022 sarà obbligatorio sulle auto.

“Alcolock” è un sistema innovativo il cui scopo è contribuire alla diminuzione degli incidenti stradali causati dello stato di ebbrezza del conducente. L’Unione Europea ha disposto l’obbligo di introdurre in auto tale dispositivo a partire dal 2022 ma, molto probabilmente, in Italia potrà essere introdotto già dal prossimo anno. Gli incidenti su strada causati da un tasso alcolico alto sono numerosi e frequenti proprio perché causati dal comportamento pericoloso di colui che è alla guida.

“Alcolock” è un dispositivo simile ad un vero e proprio etilometro che impedisce l’accensione dell’auto nel caso in cui il conducente abbia un tasso alcolemico che va oltre il minimo tollerato dalla legge. A tal proposito una delle prime bozze italiane al riguardo recita che: “gli autoveicoli ed i motoveicoli di nuova costruzione devono essere dotati di un dispositivo in grado di misurare il tasso alcolemico del conducente per interdire l’accensione del motore nei casi in cui dalla rilevazione emergano risultati positivi. Gli autoveicoli privi di tale dispositivo non potranno essere immatricolati. Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo sono definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

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Nuove restrizioni per i contanti.

Ad oggi il limite massimo per i pagamenti cash è pari a 3000 euro: a partire dal primo luglio la soglia scenderà a 2000 euro. La stretta definitiva si avrà a gennaio 2022 data in cui il limite scenderà a 1000 euro. Ad annunciare questi cambiamenti è il Governo stesso con il “Piano per la rivoluzione Cashless”. Scopo del programma è incentivare la tracciabilità dei pagamenti per favorire la lotta all’evasione fiscale e ridurre in maniera graduale la circolazione del denaro liquido. A partire da luglio qualsiasi transazione superiore ai 2mila euro dovrà avvenire tramite canali tracciabili: si all’uso di bancomat e carte di debito, credito, prepagate ma anche assegni bancari e circolari e bonifici.

I trasgressori saranno puniti con sanzioni amministrative che vanno dai 3 mila euro ai 50 mila: attenzione poiché nella violazione saranno coinvolti entrambi i soggetti, sia colui che paga sia colui che riceve. Lo stesso discorso vale anche per le donazioni ed i prestiti tra parenti. Sono esclusi prelievi e versamenti per cassa in contanti dal proprio conto corrente poiché non si tratta di un trasferimento tra soggetti diversi. Sono soggette alle stesse normative anche le detrazioni fiscali: dal 1° gennaio 2020 i contribuenti sono obbligati ad effettuare i pagamenti delle principali detrazioni fiscali tramite assegni, bancomat, carte di credito, carte prepagate. Infine per favorire l’uso di pagamenti elettronici il governo ha previsto anche dei premi come la ormai nota “lotteria degli scontrini”. Il cittadino dovrà richiedere un codice lotteria su un portale dedicato e comunicarlo al commerciante prima dello scontrino elettronico. Se il pagamento è in contanti sarà necessario comunicare il codice fiscale, mentre tutto diventa più facile se si paga con la carta, che avrà una possibilità di vincita doppia.

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La revoca dell’amministratore di condominio.

A volte l’assemblea condominiale si trova davanti alla scelta di revocare il mandato all’amministratore. Una delle cause della revoca può essere una mancata trasparenza nella gestione delle risorse da parte dell’amministratore. Ad esempio la mancata apertura di un conto corrente può configurare un’ipotesi di fondati sospetti circa presunte irregolarità nella gestione. La legge tutela i condomini qualora gli elementi in possesso dei ricorrenti siano precisi e concordanti al punto tale da rappresentare un danno. In questo contesto è stato affermato in una sentenza del 1999 emessa dal Tribunale di Parma che “non sono ravvisabili i fondati sospetti di gravi irregolarità che comportano la revoca giudiziale dell’amministratore nel rifiuto da questi opposto alla richiesta di un condomino di ritirare, per effettuarne il controllo, tutti i documenti del condominio“. Secondo una sentenza più recente il Tribunale di Salerno sancisce invece che può essere revocato l’amministratore che non abbia provveduto ad aprire un conto corrente sul quale far transitare le somme versate dai condomini per l’erogazione dei servizi comuni.

Nel decreto di revoca si legge che “l’amministratore, pur in assenza di specifiche norme che ne facciano obbligo, è tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito e separato conto corrente intestato al Condominio da lui amministrato. Il predetto obbligo discende anche da un’esigenza di trasparenza che tutela il diritto di ciascun condomino a verificare la destinazione dei propri esborsi.” Il singolo condomino ha un diritto soggettivo a vedere versate le sue quote, sia per sopperire alle spese che per gli eventuali fondi, su un conto corrente intestato al condominio, nonché a conoscere l’entità degli interessi che maturino a suo favore. La mancata adozione da parte dell’amministratore di un conto corrente apposito per la gestione condominiale costituisce perciò un’irregolarità grave al punto tale da comportare la revoca del mandato.” In sostanza l’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute dai condomini o da terzi su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio. Ciascun condomino può accedervi per prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, del rendiconto periodico. Solo così potrà essere garantita la massima trasparenza sui movimenti di denaro e i condomini saranno maggiormente consapevoli di come vengono amministrati i propri soldi.

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Reddito di cittadinanza: nuove regole

Attenzione alle novità relative al reddito di cittadinanza comunicate dall’INPS: è necessario aggiornare l’ISEE altrimenti, a partire dal mese di febbraio l’erogazione del sussidio verrà interrotta. Lo stesso principio vale anche per la pensione di cittadinanza ed il bonus bebè 2020. Ricordiamo che per il modello Isee 2020 bisogna compilare la DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, nella quale andranno inserite le informazioni relative al nucleo familiare, alla situazione patrimoniale e reddituale.

L’INPS ha avviato la campagna di comunicazione su Facebook con un post scritto per l’occasione: “per ottenere l’ISEE si devono inserire redditi da lavoro del 2018 (Certificazione Unica e dichiarazione dei redditi 2019), giacenze e saldi di conti correnti postali e bancari, al 2018. Il Decreto Crescita prevede la possibilità di optare, se più conveniente, per giacenze e saldi 2019”. Ricordiamo inoltre che la DSU sopra citata può essere presentata al Caf, ad enti che erogano la prestazione sociale agevolata, presso il comune oppure in via telematica collegandosi al sito ufficiale dell’INPS. Anche il modello ISEE può essere compilato in autonomia utilizzando la procedura online.

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