La nuova “Carta Famiglia” sarà disponibile da febbraio.

Sarà disponibile da febbraio la nuova carta che prevede agevolazioni per le famiglie numerose. La misura rientra nella manovra ed è una delle tante iniziative dedicate agli italiani come ad esempio il bonus bebè ed il potenziamento del bonus nido. La “Carta Famiglia” è riservata ai cittadini, italiani o europei, residenti regolarmente nel territorio e spetta alle famiglie con almeno tre figli conviventi sotto i 26 anni. La “Carta Famiglia” da accesso sull’acquisto di beni e servizi, da diritto a riduzioni tariffarie concesse dai soggetti pubblici e privati che aderiscono all’iniziativa.  La precedente normativa elencava tra i requisiti anche il valore ISEE che da quest’anno è stato abolito.Ricordiamo che la “Carta Famiglia” viene emessa in via telematica: occorrerà presentare domanda attraverso un portale online gestito dal Dipartimento per la Famiglia. Potrà essere chiesta da uno dei genitori, ma il suo utilizzo sarà valido per tutti i componenti della famiglia. Sarà cura del Ministero avviare una ricerca di soggetti pubblici e privati che vogliano aderire all’iniziativa stipulando convenzioni vantaggiose. L’elenco di tali soggetti sarà costantemente aggiornato al fine di garantire un corretto e trasparente servizio di informazione. La nuova “Carta Famiglia” sarà disponibile da febbraio..

Direttore responsabile
Buzzoni Umberto

Bonus “Mamma Domani” confermato anche per l’anno 2020.

Il bonus “Mamma Domani” è stato riconfermato anche per l’anno venturo. L’assegno pari ad 800 euro potrà essere richiesto dalle donne in stato interessante secondo le regole dell’Inps e senza limiti Isee. La domanda dovrà essere presentata al compimento del settimo mese di gravidanza oppure dopo la nascita del figlio, rispettando il termine di un anno dal verificarsi dell’evento. L’assegno di 800 euro spetterà anche nei casi di adozione o affidamento preadottivo: la data di ingresso in famiglia sarà il giorno a partire dal quale calcolare il termine di un anno. L’assegno è una misura volta a dare sostegno alle famiglie italiane ma non solo: possono richiedere il bonus anche le donne in stato di gravidanza o neo mamme straniere residenti in Italia siano esse comunitarie o extracomunitarie.

Il beneficio è concesso in un’unica soluzione per ogni evento ed in relazione ad ogni figlio nato, adottato oppure affidato. In caso di gravidanza gemellare sarà necessario presentare due domande per avere diritto a due assegni di 800 euro ciascuno. Per presentare la domanda è necessario essere in possesso del PIN e compilare il modulo online sul sito Inps. La domanda può essere presentata anche al Contact Center chiamando il numero 803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile.  Si possono anche contattare enti di patronato ed intermediari attraverso i servizi telematici offerti.

Direttore responsabile
Buzzoni Umberto

Alitosi

Risultati immagini per alitosidott antoniTalvolta, parlando a stretto contatto con gli altri, percepiamo un cattivo odore dell’alito, che mette in imbarazzo la persona e crea gravi problemi di relazione. Questo problema può essere occasionale e risolvibile con una buona igiene orale, talvolta cronico. Questa ultima situazione si definisce ALITOSI. Nel 90% dei casi l’alito cattivo o pesante è generato nella bocca stessa, dove i batteri rilasciati dal cibo non vengono adeguatamente rimossi dallo spazzolino o dal filo interdentale, con le normali tecniche di igiene orale. Altre volte possono essere responsabile dell’ALITOSI, patologie sistemiche come le affezioni delle vie respiratorie (bronchite o sinusite), malattie gastrointestinali (epatopatie, reflusso gastroesofageo), malattie sistematiche, dove rientrano il diabete o le disfunzioni renali.

Per eseguire una accurata diagnosi di questa patologia, si possono utilizzare diversi procedimenti:

– Il medico può valutare l’alito attraverso l’alitometro, un apparecchio che misura il livello di alitosi;

– Si rilevano le sostanze presenti attraverso gascromatografia;

– Si effettua un test per analizzare le sostanze presenti all’interno del cavo orale.

 

Come dobbiamo comportarci in caso di ALITOSI?

Eseguire una visita dal medico per escludere patologia extra-orali, che possono essere la causa primaria o concomitante dell’alito pesante.

Rivolgersi successivamente ad un dentista per una accurata visita del cavo orale. Rimuovere le cause primarie dell’alitosi a livello orale, rimuovendo denti/radici non trattabili, curando le carie, ma soprattutto valutare la presenza di una eventuale patologia parodontale da dover trattare. Al termine del trattamento parodontale, il paziente dovrà mantenere una buona igiene orale, lavando i denti almeno 3 volte al giorno.

Quando ci svegliamo, al mattino, abbiamo spesso l’alito cattivo per una riduzione notturna della saliva all’interno della bocca, e quindi è molto importante lavare subito i denti con lo spazzolino e il dentifricio e risciacquarli con collutorio per rinfrescare l’alito. Evitare i collutori a base di chiodi di garofano che inibiscono la salivazione (fortunatamente non vengono più utilizzati).

– Utilizzare il filo interdentale o lo scovolino interdentale, Almeno una volta al giorno.

Spazzolarsi la lingua, soprattutto nella parte dorsale posteriore dove si possono formare accumuli di batteri per residui di cibo che sviluppano gas di fermentazione.

Contemporaneamente, Bere molta acqua per rimanere idratato. La dose di acqua necessaria varia in base al livello dell’attività giornaliera e al numero di farmaci che si assumono, alcuni dei quali sono causa della bocca secca.  Evitare di stare a digiuno per questioni di dieta. I succhi gastrici a stomaco vuoto sono la prima causa di alitosi. Non fumare, non bere alcolici.

Ma soprattutto una volta diagnostica la causa dell’alito pesante e rimossa, mantenere una buona Igiene orale con adeguate tecniche che vi verranno consigliate dal vostro dentista di fiducia.

Dott. Roberto Antoni

Medico Chirurgo – Specialista in Odontostomatologia e Chirurgia Generale
Dirigente I Livello Osp. G. Eastman di Roma

58% dei giovani colpiti da minacce di Cyberbullismo

cyRoma. In occasione del Safer Internet Day durante l’incontro “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell’Assessorato Roma semplice. I partecipanti sono stati oltre 250 studenti e docenti di varie scuole italiane. La ricerca ha esaminato l’esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree: di reputazione , di comportamento, invadenze sessuali e personali. Il Risultato è che il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Si sale al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% ha inoltre dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online, mentre il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità. Tra le conseguenze principali dell’aver corso dei rischi online, oltre ad un generale aumento del livello di stress (il 23% si dichiara più stressato), la ricerca evidenzia due reazioni rilevanti: il 30% degli intervistati dice di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale, il 18% ha perso un amico. Infine, il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media, mentre il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali. Aumentare le attività di formazione dedicata e di sensibilizzazione degli studenti, ma anche dei genitori e dei docenti è essenziale per fornire tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la Rete può nascondere e fare in modo che Internet possa rappresentare un’opportunità e non un limite”, spiega Nunzia Ciardi, Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Secondo l’assessore Flavia Marzano, il digitale impone una nuova educazione civica e una nuova consapevolezza degli strumenti utilizzati. La vera sfida educativa  è usare la tecnologia per sviluppare atteggiamenti e comportamenti coerenti, rispettosi, sostenibili. 

LEGALITA’: OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESU’ ROMA ACCOGLIE LA POLIZIA DI STATO

GNella mattinata odierna,  presso la ludoteca dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in occasione dell’evento denominato “Insieme in Meta per la Legalità” , ai bambini hanno fatto visita la Polizia di Stato, insieme al gruppo sportivo Fiamme Oro – Rugby e di una rappresentanza della Nazionale Femminile della Federazione Italiana Rugby.
L’incontro è stata l’occasione per ribadire ai ragazzi che il concetto di sportività, ovvero di competizione attraverso i canoni del rispetto dell’avversario e dei regolamenti, è assimilabile al concetto di legalità intesa come osservanza delle norme.
Gli atleti del gruppo sportivo della Polizia di Stato Fiamme Oro – Rugby e le atlete della Nazionale Femminile Rugby hanno entusiasmato i presenti rispondendo alle loro domande e curiosità ed è stata particolarmente apprezzata la dimostrazione degli operatori dell’uHnità cinofila della Questura di Roma che si sono esibiti mostrando come si addestra e come lavora un cane poliziotto.
All’evento ha partecipato personale della  Direzione Centrale della Polizia Criminale che ha illustrato i compiti e le finalità dell’OSCAD – Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori -, istituito presso il Dipartimento della P.S. e presieduto dal Direttore Centrale della Polizia Criminale.
L’Osservatorio è un ufficio interforze, composto da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri, che ha il compito di prevenire e contrastare gli atti di discriminazione, curando anche la formazione degli appartenenti alla Forze dell’Ordine. E’ impegnato sul territorio per diffondere la cultura della legalità ispirandosi al pensiero del fondatore Prefetto Antonio Manganelli il quale sosteneva che “alle vittime di discriminazione viene impedito di vivere”.

Foto: Polizia di Stato

Gli italiani non riescono più a pagare le bollette

di Umberto Buzzoni

Il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, a seguito di un monitoraggio dell’Autorità per l’energia sull’aumento della morosità ha dichiarato che “C’è un’ondata di povertà nel Paese senza precedenti». Le famiglie italiane non riescono più a far fronte a tutte le spese e a pagare le bollette dell’utenza elettrica, gas, idrica e telefonica in particolare per le famiglie con due figli o più.

Le richieste di sospensione del servizio elettrico per morosità sono a livelli elevati e in moderata crescita infatti nel 2012 sono state 1,608 milioni mentre nel 2013 sono cresciute a 1,76 milioni che corrisponde ad un aumento del 9%.

Secondo un’indagine dell’Associazione dei Consumatori nel 2014 una famiglia su tre non è riuscita a pagare tutte le bollette e le società erogatrici hanno registrato crediti record di 18 miliardi di euro. Tra le voci di costo sono annoverate anche le spese condominiali con il 25% delle famiglie (1 su 4) che risulta morosa. La regione dove si registrano le maggiori difficoltà nel pagamento delle bollette, secondo il Codacons, è la Sicilia, seguita da Calabria, Puglia e Molise, mentre quelle dove i cittadini appaiono più virtuosi e la concentrazione di morosi è minore sono Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta ed Emilia Romagna.

Istat: 2 giovani italiani su 3 vivono ancora a casa con i genitori

di Umberto Buzzoni

Dai dati dell’Istat emerge un’Italia ancora in crisi con due giovani italiani su tre, tra i 18 e i 34 anni, che vivono ancora a casa con i genitori. Uno degli effetti della crisi è la difficoltà per i giovani di rendersi indipendenti che sono così costretti a prolungare la permanenza nella casa dei genitori.

La percentuale di giovani che vivono in famiglia negli altri Paesi d’Europa:
– in Francia 34,2%
– in Germania al 42,3%
– in Inghilterra al 34,2%

In Italia è in aumento di oltre cinque punti rispetto al 60% del 2008 e ad oggi risultano 7,4 milioni di persone che vivono ancora con i genitori. Tra le cause sicuramente la mancanza di un lavoro incide ma non è l’unico motivo in quanto spesso anche i giovani che hanno un lavoro restano a vivere a casa dei genitori infatti nella fascia tra i 25 e i 34 anni il 43% dei giovani restano a vivere con i genitori anche se hanno un lavoro a tempo pieno e tra i 18 ai 34 anni oltre un quarto (circa il 27%). In dettaglio sono soprattutto i maschi a restare nella casa di famiglia (57,5% tra i 25 e i 34 anni) mentre la percentuale di ragazze è inferiore di circa dieci punti (41,1%).