Milano: dal 2030 sarà vietato fumare all’aperto.

L’annuncio è rivolto ai cittadini dallo stesso sindaco della città di Milano che ha dichiarato il divieto di fumare una sigaretta all’aperto a partire dal 2030. Il provvedimento a breve sarà attivo ed esteso anche alle fermate degli autobus. Il provvedie durante le code. Secondo il Rapporto Nazionale sul fumo del 2018, in Italia il 23,3% della popolazione fuma abitualmente. Le donne sono in minoranza rispetto agli uomini mentre tra i giovanissimi (14-17 anni), l’11% è fumatore abituale, il 13% occasionale. Infine almeno il 20% ha provato per una volta la sigaretta tradizionale. Dai dati risulta che il numero di sigarette fumate in media è pari a 12 al giorno. In Italia il divieto di fumo nei locali pubblici è entrato in vigore nel 2003.

Molti comuni hanno inoltre avviato iniziative volte alla lotta contro il fumo passivo. Un esempio? Bibione, comune in provincia di Venezia, ha lanciato l’estate scorsa il programma “Respira il mare” vietando il fumo lungo tutto il litorale. Milano si mostra all’avanguardia anche su altri temi: la capitale della moda punta al “green” per sensibilizzare i cittadini su tematiche ambientali. Pensiamo alla lotta alla plastica ed al nuovo regolamento comunale che imporrà a breve novità in materia di salvaguardia dell’ambiente. Qualche anticipazione? Lotta allo smog per ridurre le emissioni, lotta contro i fuochi artificiali, e lotta contro  i forni a legna presenti nelle pizzerie.

Direttore responsabile
Buzzoni Umberto

Nuove restrizioni per i contanti.

Ad oggi il limite massimo per i pagamenti cash è pari a 3000 euro: a partire dal primo luglio la soglia scenderà a 2000 euro. La stretta definitiva si avrà a gennaio 2022 data in cui il limite scenderà a 1000 euro. Ad annunciare questi cambiamenti è il Governo stesso con il “Piano per la rivoluzione Cashless”. Scopo del programma è incentivare la tracciabilità dei pagamenti per favorire la lotta all’evasione fiscale e ridurre in maniera graduale la circolazione del denaro liquido. A partire da luglio qualsiasi transazione superiore ai 2mila euro dovrà avvenire tramite canali tracciabili: si all’uso di bancomat e carte di debito, credito, prepagate ma anche assegni bancari e circolari e bonifici.

I trasgressori saranno puniti con sanzioni amministrative che vanno dai 3 mila euro ai 50 mila: attenzione poiché nella violazione saranno coinvolti entrambi i soggetti, sia colui che paga sia colui che riceve. Lo stesso discorso vale anche per le donazioni ed i prestiti tra parenti. Sono esclusi prelievi e versamenti per cassa in contanti dal proprio conto corrente poiché non si tratta di un trasferimento tra soggetti diversi. Sono soggette alle stesse normative anche le detrazioni fiscali: dal 1° gennaio 2020 i contribuenti sono obbligati ad effettuare i pagamenti delle principali detrazioni fiscali tramite assegni, bancomat, carte di credito, carte prepagate. Infine per favorire l’uso di pagamenti elettronici il governo ha previsto anche dei premi come la ormai nota “lotteria degli scontrini”. Il cittadino dovrà richiedere un codice lotteria su un portale dedicato e comunicarlo al commerciante prima dello scontrino elettronico. Se il pagamento è in contanti sarà necessario comunicare il codice fiscale, mentre tutto diventa più facile se si paga con la carta, che avrà una possibilità di vincita doppia.

Direttore responsabile
Buzzoni Umberto

 

Sassari: nuovi divieti per tutelare l’ambiente.

A Sassari l’estate è dietro l’angolo pertanto il comune ha approvato un nuovo regolamento sulla gestione dei rifiuti sui lidi che proibisce l’uso della plastica e delle sigarette durante la permanenza. Troppi fumatori deturpano l’ambiente lasciando sparsi in giro mozziconi e plastica, rifiuti altamente inquinanti che impiegano anni ed anni per disintegrarsi. Il comune di Sassari ha seguito l’esempio dell’isola di Capri dichiarando guerra aperta all’utilizzo di tutti gli utensili in plastica: piatti, bicchieri, posate e contenitori saranno banditi non solo dalle spiagge ma anche da parchi, pinete ed aree verdi.

Il divieto è esteso anche alle manifestazioni organizzate in luoghi pubblici, pensiamo ad esempio ai concerti, alle sagre o ad altre tipologie di eventi che richiamano turisti e non. Un’altra novità indicata nel regolamento dei rifiuti impone il divieto di far volare palloncini: unica eccezione è rappresentata da prodotti realizzati in materiale biocompatibile e gonfiati ad aria. Sempre a Sassari sarà proibito inserire volantini pubblicitari nelle cassette postali posizionate sulle strade e sui parabrezza delle auto in sosta per evitare che la carta cada in strada senza poi essere tempestivamente raccolta. I trasgressori saranno puniti con multe salate.

Direttore responsabile
Buzzoni Umberto

Bonus Baby Sitter

Un aiuto concreto molto utile alle famiglie moderne è il cosiddetto bonus baby sitter, un’agevolazione dedicata alle neo mamme. Il presupposto è che la neo mamma, dopo il congedo maternità, rinunci a quello parentale e lasci il proprio piccolo alle cure della baby sitter al fine di tornare subito a lavorare. Come fare per ottenerlo? E’ necessario che la persona coinvolta sia una lavoratrice dipendente pubblica o privata, o una lavoratrice autonoma non parasubordinata, iscritta alla gestione separata INPS, oppure una libera professionista non iscritta a forme previdenziali obbligatorie e non pensionata, o imprenditrice.

La domanda deve essere presentata entro e non oltre gli undici mesi successivi al congedo di maternità all’INPS in via telematica, oppure rivolgendosi ai CAF autorizzati. Colei che ottiene il bonus avrà diritto ad un importo pari a 600 euro mensili per una durata di sei mesi. Usufruiranno del bonus per soli tre mesi invece le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata e quelle autonome non subordinate. Il bonus potrà essere utilizzato per pagare la retta dell’asilo o per richiedere l’assistenza di una baby sitter che potrà essere scelta anche tra i propri  familiari.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Furto di beni: la disputa tra cliente e negoziante finisce in Cassazione.

Cosa succede nel caso in cui la lavanderia smarrisce il vestito che abbiamo portato oppure dei ladri rubano la macchina mentre è in riparazione dal meccanico? Quali sono le responsabilità dell’esercente nei confronti del cliente? Secondo il Codice Civile chi custodisce il bene di un altro per un determinato periodo di tempo non è considerato responsabile se la perdita del bene stesso dipende da terzi e se il proprietario del bene viene immediatamente avvisato dell’accaduto. Nel caso specifico un cliente porta in riparazione un orologio di valore. Causa una rapina a mano armata il bene viene rubato insieme ad altra merce. Il cliente chiede quindi all’orologiaio i danni e l’esercente, pur avendo subito segnalato al cliente l’accaduto, viene condannato ad un risarcimento pari a mille euro. Il negoziante prosegue la causa in tribunale dove i giudici ribaltano la sentenza: secondo il riesame infatti il negoziante non ha alcuna colpa e responsabilità per il furto del bene, quindi il risarcimento non è da erogare. Infine il fatto di non aver avvisato il cliente immediatamente viene ritenuto un elemento che non influenza l’eventuale recupero del bene. La disputa non si ferma ed arriva in Corte di Cassazione: il cliente chiede ai giudici come mai la responsabilità dell’esercente scatti solo nel caso in cui si dimostri che l’avviso immediato del furto avrebbe potuto far recuperare l’orologio. I giudici della Cassazione si esprimono con la sentenza n. 1246 del 19/01/2018 decretando l’assoluzione del negoziante in base al fatto che, anche con una comunicazione immediata, l’esito della vicenda non sarebbe cambiato: ciò determina quindi la negazione del risarcimento. Chi ha in custodia il bene di un altro deve avvisare nel caso in cui il bene stesso sia smarrito o rubato, indipendentemente dal fatto che tale comunicazione possa o meno contribuire al recupero del bene. Se ciò non accade al cliente spetta un immediato risarcimento.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Cosa succede se ci fermano i carabinieri e rifiutiamo di esibire i documenti?

La mancata esibizione dei documenti d’identità alle forze dell’ordine, siano esse carabinieri o polizia, non è un reato. In realtà è vietato solo non fornire indicazioni sulla propria identità: se ad esempio un cittadino passeggia ed una pubblica autorità lo ferma chiedendogli i documenti la persona in questione può rifiutarsi di esibirli. Lo dice anche una sentenza della Cassazione in cui si legge che “il codice penale punisce solo il rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità ma non la mancata esibizione di un documento”.

E’ importante però precisare che la condotta di chi rifiuta di esibire un documento alle autorità può violare un’altra norma relativa a questioni di pubblica sicurezza, ma solo se si tratta di persona pericolosa o sospetta. Se quindi non esistono motivazioni reali che la persona fermata possa aver commesso, o stia per commettere, un illecito non la si può costringere a fornire i documenti, ma le si possono chiedere le generalità come nome, cognome, indirizzo di residenza, lo stato familiare. Non c’è alcun obbligo, anche se richiesto dalle autorità, di mostrare carta di identità, codice fiscale, tessera sanitaria, passaporto o patente salvo, in quest’ultimo caso, se si è al volante di un mezzo di trasporto.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Bici senza campanello? Fino a cento euro di multa per i trasgressori!

Amanti della bicicletta controllate bene prima di partire se il vostro veicolo a due ruote è munito di campanello! Nel caso in cui ne siate sprovvisti le sanzioni vanno dai venticinque fino ai cento euro! Anche chi viaggia in bicicletta è tenuto infatti a rispettare le norme del Codice della Strada per evitare multe indesiderate. E’ successo ad un ignaro ciclista italiano che ha dovuto pagare una multa di venticinque euro perché stava viaggiando in bici senza campanello.

L’uomo aveva appena subito un incidente nello scontro con un automobilista che lo aveva investito. Nonostante il danno subito il ciclista ha dovuto comunque pagare la sanzione pari a venticinque euro. L’articolo 68, comma 1 del Codice della Strada esprime chiaramente quanto segue: “tutte le biciclette devono essere dotate di un campanello per le segnalazioni acustiche e, lo stesso, deve essere in grado di emettere un suono di intensità tale da poter essere percepito ad almeno trenta metri di distanza”. Quali altri comportamenti sono a rischio multa per i ciclisti? Chi va in bici deve rispettare i semafori, non può sostare sulle strisce pedonali o sui passaggi pedonali senza prima essere sceso dal mezzo, non può circolare in mezzo alla carreggiata né viaggiare nella corsia riservata ai mezzi pubblici.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile