Parcheggio selvaggio in condominio!

Quando il parcheggio in condominio diventa selvaggio possono succedere spiacevoli episodi specie se, chi posiziona l’auto in modo da ostruire l’ingresso ai garage, non vuole rimuoverla. Secondo la Cassazione si tratta di reato di violenza privata contro la persona e
la sua libertà morale: colui che lo provoca può essere denunciato e condannato al risarcimento (Art. 610 c.p.).parcheggio-in-viale-condominiale
A volte però la situazione degenera e, il comportamento scorretto, ripetuto più volte, senza tener conto degli avvisi bonari, può
sfociare in una condanna alla reclusione fino a quattro anni. Il senso della norma è proteggere la libertà del soggetto, che, all’interno della sua proprietà privata, ha pieno diritto di godere del bene.

Il caso specifico riguarda un diverbio scoppiato a causa del parcheggio selvaggio.
Al rifiuto costante di migliorare le cose un condomino decide di portare l’altro in tribunale con un ricco dossier di foto e testimonianze dei
ripetuti comportamenti scorretti. La Cassazione, con la n.28487/13, ha condannato il diretto interessato a risarcire il danno. Attenzione a rispettare le regole relative al parcheggio condominiale!

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Bollette luce e gas: se l’azienda non risponde al consumatore viene multata!

Novità interessati riguardano gli utenti che avviano un reclamo verso le aziende di luce e gas: bastano adesso tre semplici step per esporre il problema e non solo!
L’ Autorità per l’energia elettrica, il gas ed anche il sistema idrico per trovare risoluzione alle numerose controversie con i consumatori che denunciano problemi relativi alle utenze ha modificato l’iter con una procedura semplificata.bollette-luce-e-gas-2016_NG1

Innanzitutto bisogna avviare un reclamo scritto via web o tramite posta elettronica: il consumatore dovrà chiaramente indicare al fornitore il problema rielvato. Se non si ottiene risposta o la medesima risulta insoddisfacente, si attiva la conciliazione obbligatoria, e, nei casi più gravi il ricorso all’Autorità. La novità più importante in merito alla questione è l’introduzione di una penale che colpisce l’azienda stessa.

In particolare la tardiva risposta delle aziende di luce e gas ai reclami del consumatore sarà causa di una sanzione pari a cinquanta euro che l’azienda pagherà direttamente al comsumatore che ha segnalato il disservizio. Queste novità interessano al momento solo gli utenti della luce e del gas domestici e non domestici ed includono anche coloro che sono al tempo stesso produttori e consumatori di energia elettrica.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Curiosità sulle coccinelle e le loro macchie nere.

Molti insetti hanno colori sgargianti e particolari che usano come arma di difesa contro i loro predatori. I colori infatti, nel regno animale, hanno la funzione di arma passiva e psicologica per indicare un segnale di avvertimento. E le coccinelle non sono da meno: spesso infatti sul loro dorso le macchie coccinelladisegnano forme precise con anche più di un colore. Oltre l’arma passiva della colorazione le coccinelle utilizzano anche altre strategie tra cui spiccano la lentezza dei movimenti e l’emissione di un particolare liquido giallo dall’odore poco piacevole. Inoltre, nel sangue della coccinella è presente, in grande quantità, una sostanza che causa nausea e vomito.

Quindi un predatore affamato cambierà target in quanto, dopo varie esperienze negative, avrà associato alla colorazione delle coccinelle delle sensazioni di disgusto e pericolo. C’e’ ancora un’altra curiosità su questo piccolo insetto: solitamente siamo abituati a vedere coccinelle rosse con le tradizionali macchie nere ma, in natura, esistono altre specie con colori diversi. E’ il caso delle coccinelle gialle, le “Thea Puntata”, una specie che divora insetti ed acari nocivi quindi utilissima per le piante in generale.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Consigli per i consumatori: come conservare al meglio frutta e verdura.

E’ meglio conservare frutta e verdura in frigorifero o a temperatura ambiente? Non tutti sanno che, a seconda del tipo di ortaggio o frutto, esistono diversi metodi di conservazione. La regola generale è quella di separare la frutta dalla verdura: alcuni tipi di frutta possono rimanere per qualche giorno a temperatura ambiente fino alla maturazione, ad esempio le mele, in seguito la conservazione deve proseguire in frigorifero per evitare la perdita di proprietà nutritive. frutta

I frutti da conservare in frigorifero sono quindi: mele, albicocche, more, mirtilli, ciliegie, uva, lamponi, fragole, fichi, frutta fresca tagliata a pezzi, anguria. Occhio a quest’ultima: se conservata in frigo per più di tre giorni potrebbe perdere il sapore ed il colore rosso che la caratterizza. L’ avocado, il kiwi, le nettarine, le pesche, le pere e le prugne vanno conservati prima in dispensa e poi a temperature fredde. Le verdure invece che vanno messe subito in frigo sono: carciofi, asparagi, fagiolini, broccoli, carote, sedano, cavoli di Bruxelles, lattuga, bietola, funghi, ravanelli, rape, porri ed erba cipollina.
I tipi di frutta da conservare a temperatura ambiente sono: banane, limoni, arance, mandarini, pompelmi, melone, anguria, papaia, cach, ananas, mele (per meno di sette giorni). Tra le verdure annoveriamo i cetrioli, le barbabietole, i peperoni, il pomodoro, la zucca, lo zenzero, il basilico, le patate, l’aglio e le cipolle. Si consiglia di conservare le ultime tre verdure citate in una zona ben ventilata della dispensa al riparo da fonti di calore.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Quando sotto un annuncio si nasconde la truffa!

Scegliere di affittare un appartamento è al giorno d’oggi, con la crisi che corre, una soluzione per tamponare i costi e le spese che, però può essere allo stesso modo fonte di nervosismo e frustrazione. Nelle grandi città spesso è più difficile trovare un appartamento che si adatta alle nostre esigenze, ma questo può accadere anche nei piccoli centri. Quando, dopo numerose ricerche, troviamo la casa ideale e quando il prezzo è di vero affare dobbiamo però stare attenti. truffe_immobiliari

Questa notifica è rivolta soprattutto a coloro che per ricercare la casa utilizzano il web. Internet infatti fa risparmiare tempo però non dimentichiamo che a volte, sotto annunci vantaggiosi e strepitosi di affitti a basto costo, possono nascondersi delle vere e proprie truffe organizzate ad hoc. La truffa on-line per questa categoria di beni immobili è molto semplice: la casa esiste ed effettivamente è in affitto ad un prezzo è molto buono. Sul sito l’appartamento viene mostrato attraverso belle e dettagliate foto. La truffa scatta quando il proprietario, via mail o al massimo via telefono, al momento di vederla, dice che ha avuto brutte esperienze precedenti e chiede, come gesto di impegno, il versamento di una somma su un conto di money transfert a nome di chi fa il versamento. Sembra una richiesta legittima visto che anche la modalità di pagamento è apparentemente sicura.

Una volta effettuata l’operazione il proprietario chiede ci comunicargli i dati per verificare. Subito dopo i soldi ed il proprietario stesso spariscono nel nulla. Come possiamo tutelarci? Basta non fornire mai i nostri dati e i soldi in anticipo, e, non acquistare mai qualcosa a scatola chiusa, ma chiedere sempre di vedere la casa completa di tutti gli atti legali.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Notizie curiose su gatti, mento e stranezze in Giappone.

Sapete perché i gatti si strofinano quando li accarezziamo? E’ una tipica abitudine di questi felini usata per marcare l’uomo con il proprio odore: il gatto preme contro le mani, o contro le gambe, la parte superiore della testa, poi un lato della bocca e infine struscia tutto il fianco, attorcigliando leggermente la coda. Spesso ripete l’operazione più volte, per poi allontanarsi. L’animale ha infatti le ghiandole odorifere che utilizza per marcare il territorio, soprattutto sulle tempie, lungo la mascella, alla base della coda, sui cuscinetti delle zampe. Gli strofinii quindi hanno la funzione di impregnarci con il loro odore: lo stesso trattamento è riservato a vari oggetti della casa, come stipiti delle porte e mobili. Infatti, perché il micio si senta a proprio agio, i suoi “coinquilini” e gli oggetti del suo ambiente ne devono condividere gli odori. Per questo, dopo essersi strofinato si siede e si lecca. In parole povere “ci sta assaggiando”!!! images

L’uomo è l’unico essere vivente ad avere il mento e tale protuberanza, esclusiva del genere umano, viene attribuita ad un processo di selezione naturale per masticare più facilmente. Il mento è infatti una parte ossea più avanzata della mandibola inferiore e, secondo alcune teorie, la sua presenza è da attribuirsi al cambiamento di alimentazione che interessò il genere umano a partire da due milioni di anni fa. La cottura dei cibi avrebbe reso più semplice la masticazione, eliminando la necessità di grossi denti e mascelle prominenti. I cambiamenti che portarono allo sviluppo del mento potrebbero pertanto essere direttamente legati alla cottura, che permise all’Homo Erectus di ridurre il tempo speso ad alimentarsi e portò a denti più piccoli. Il restringimento dei denti potrebbe aver quindi causato come sottoprodotto la comparsa del mento.

Un’ultima curiosità riguarda il Giappone. Se vi è capitato di passarci una vacanza avrete sicuramente notato che negli ascensori non si trova il pulsante con su scritto “quarto piano”. Questa bizzarra forma scaramantica (chiamata anche tetrafobia) si spiega con il fatto che in giapponese la pronuncia del numero quattro (shi) risulta identica a quella della parola morte. Nel linguaggio parlato il problema si risolve ricorrendo a una pronuncia alternativa del numero incriminato, corrispondente a yon, ma nel complesso si evita il più possibile di avere a che fare con tale cifra. La credenza popolare circa gli effetti nefasti del quattro coinvolge vari aspetti della vita di tutti i giorni. Può per esempio capitare che negli ospedali e in altri edifici pubblici, hotel inclusi, si passi dal terzo al quinto piano… O meglio, che il quarto piano “effettivo” sia indicato negli ascensori con il numero cinque!

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile

Cambio gomme: entro il 15 maggio bisogna sostituire quelle invernali altrimenti potrete essere sanzionati.

Avviso a tutti gli automobilisti: il 15 maggio è la data ultima per il cambio delle gomme che da invernali dovranno essere sostiuite con quelle estive. Chi non esegue questa manovra può rischiare pesanti multe in caso di un controllo su strada.
Secondo le norme citate nel Codice dal 15 aprile scatta l’obbligo del cambio gomme: agli automobilisti viene data una proroga di tempo, fino al 15 maggio, per adeguarsi alla normativa.cambio-gomme-vigevano1
Cosa si rischia se tale sostituzione non viene fatta? In realtà gli pneumatici invernali possono essere lasciati se presentano un indice di velocità uguale, oppure superiore, a quello che viene indicato sulla carta di circolazione. Se invece non rispettano questi requisiti devono essere sostituiti obbligatoriamente. Se tale codice quindi risulta irregolare e si continua a viaggiare con le gomme invernali viene messa a repentaglio la sicurezza stessa del veicolo poiché il battistrada rischia di logorarsi più velocemente allungando i tempi di frenata anche a causa delle temperature superiori ai venti gradi.

Nel caso di un controllo fra metà maggio e ottobre inoltre si rischiano pesanti multe che vanno dai 422 euro ai 1.695 euro, con il possibile ritiro della carta di circolazione, perché il veicolo è considerato non conforme, e l’obbligo di prova e visita nella sede più vicina della Motorizzazione Civile. Per avere la certezza che gli pneumatici invernali possano comunque risultare idonei anche durante il periodo estivo occorre guardare il codice di velocità, un indicatore che segnala la velocità a cui la gomma può trasportare un carico che sia corrispondente al suo codice di carico nelle condizioni che vengono specificate dal produttore. Facciamo un esempio: se l’auto presenta una velocità dichiarata di 200 km/h, il codice di velocità dovrà essere superiore oppure uguale a U, che appunto corrisponde a 200 km/h. L’indice di carico invece è un indice che viene associato al massimo carico possibile sulla gomma alla velocità che viene specificato dal relativo codice di velocità nelle condizioni dettate dal produttore.

Umberto Buzzoni
Direttore Responsabile del Consumatore