Salute

Sigarette elettroniche, Codacons chiede di regolamentare settore

sigda Help Consumatori

Sono pericolose o aiutano a smettere di fumare? Vanno tassate o no? Troppe ancora le domande che ruotano attorno alle sigarette elettroniche che, nel frattempo, conquistano pezzi di mercato (in ogni città sono spuntati negozietti di e-cig). Il Codacons ha intrapreso una battaglia per chiedere di regolamentare il settore, imponendo il divieto assoluto per tutti i locali pubblici e analizzandone i liquidi contenuti. Queste richieste sono contenute in una diffida inviata ai Ministeri della Salute e dello Sviluppo economico.

“La comunità scientifica non ha ancora raggiunto risultati certi che possano affermare con sicurezza l’assoluta non nocività dell’utilizzo della sigaretta elettronica – spiega il Codacons – In particolare, sino a quando gli studi in materia di diffusione di sostanze nocive da parte delle e-cigarettes non avranno condotto a risultati certi e condivisi dalla comunità scientifica in termini di esclusione dei rischi, appare illogico considerare che il divieto di fumo nei luoghi pubblici non si riferisca, per analogia, anche alle sigarette elettroniche. Allo stato attuale, infatti, nonostante gli accertamenti ancora in corso da parte delle istituzioni predisposte, le case produttrici e distributrici sponsorizzano il proprio prodotto come sicuro e non nocivo, contribuendo alla possibile produzione su larga scala di un danno da diffusione di sostanze nocive per l’ambiente e per la salute umana”.

Per questo il Codacons ha chiesto ai due Ministeri di adottare gli atti necessari finalizzati alla regolamentazione e alla disciplina dell’utilizzo delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, previa analisi delle sostanze contenute al loro interno, al fine di eliminare ogni rischio di diffusione di sostanze tossiche e/o nocive per la salute umana e per l’ambiente.

Nel corso del convegno annuale sul tabagismo organizzato domani all’Iss, il Presidente Codacons Carlo Rienzi, in qualità di relatore, illustrerà un esposto presentato dall’associazione all’Antitrust europeo, in cui si chiede di impedire con ogni mezzo possibile che le multinazionali del tabacco si accaparrino la produzione e la commercializzazione delle sigarette elettroniche, poiché tale circostanza configurerebbe un illecito conflitto di interessi a danno dei consumatori.

Creme BEBE’: Attenti ad un conservante pericoloso

cremedi BARBARA LIVERZANI
FONTE: IL SALVAGENTE.IT

Cosa c’è dentro le creme protettive usate per il cambio dei bebè? Una domanda più che legittima visto che si tratta di cosmetici dedicati ai piccolissimi, e in quanto tali devono essere ultra-sicuri, e che, per giunta, sono usati in una zona estremamente delicata del corpo dei neonati. Le paste antiarrossamento agiscono in prossimità degli organi genitali dei bimbi e dunque, ancor più di altri cosmetici, devono essere usate con cautela e prestando la massima attenzione agli ingredienti che contengono.

Un conservante pericoloso

A stimolare ancor più l’attenzione del settimanale il Salvagente, che a queste creme dedica un ampio test sul numero in edicola da giovedì 14 marzo e in vendita in versione pdf e sfogliabile nel nostro negozio on line (numero 11/2013), è stata, di recente, una raccomandazione dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) a proposito del phenoxyethanolo, un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Sospetti che sembrano sempre più fondati se l’Ansm è arrivata a raccomandare di non utilizzare il composto nei cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni di età.

L’allarme lo scorso novembre

In particolare, l’Agenzia sanitaria francese, con una nota diramata nel novembre scorso, ha invitato a non usare il phenoxyethanolo nei prodotti che vengono applicati sui glutei (le creme protettive appunto o le salviettine profumate) e di ridurre la sua concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4% in tutti gli altri cosmetici.
Il Salvagente aveva già preso in considerazione le salviette imbevute verificando che ben 10 prodotti (dei 15 analizzati) contenevano il conservante sospetto. Questa settimana è stata la volta delle paste protettive per il cambio: 6 le creme colte in fallo per la presenza del “famigerato” conservante.

Nuovi sospetti

C’è da dire che il phenoxyethanolo non è affatto illegale e l’impiego nei cosmetici è approvato (pur nella concentrazione massima dell’1%) dalle autorità europee. Cosa è accaduto di nuovo, dunque, per spingere l’Agenzia francese a intervenire e a richiedere a sua volta un intervento da parte del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori europeo?

Precauzione d’obbligo

È successo che dal 2009 l’Ansm ha condotto una nuova valutazione dei rischi d’uso del phenoxyethanolo nei cosmetici per bambini: gli studi tossicologici disponibili confermano la possibile tossicità per la riproduzione e lo sviluppo e, tenendo conto dell’esposizione cumulativa a tale sostanza, l’Agenzia ha ritenuto di sconsigliarne l’uso nei prodotti destinati ai piccolissimi.
In attesa che anche le autorità europee procedano a una rivalutazione del rischio, per il principio di precauzione sarebbe meglio evitare, a priori, i marchi che usano questo conservante, consiglia il settimanale dei consumatori.
Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, l’invito del Salvagente è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di phenoxyethanolo, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che sono diffusissime in questi cosmetici.

WELEDA

Baby crema protettiva alla calendula
Prezzo per 100 ml: 13,30 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

PURIS Baby care

Pasta protettiva
Prezzo per 100 ml: 3,90 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

PASTA HOFFMAN

Lenitiva antiarrossamento
Prezzo per 100 ml: 7 euro
Phenoxyethanolo: no

NIVEA BABY

Pasta protettiva emolliente
Prezzo per 100 ml: 3,49 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

MUSTELA

Prezzo per 100 ml: 7,20 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco, diossido di titanio
Phenoxyethanolo: no

AVEENO Baby

Crema barriera
Prezzo per 100 ml: 6,67 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

JOHNSON’S PEDIATRIC

Baby Pasta Protettiva
Prezzo per 100 ml: 7 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

PENATEN

Pasta protettiva
Prezzo per 100 ml: 5,60 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

A-DERMA

Eryase crema
Prezzo per 100 ml: 7,40 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: no

FISSAN Baby

Protezione e Natura
Prezzo per 100 ml: 6,50 euro
Petrolati: paraffinum liquidum, petrolatum
Phenoxyethanolo: sì

BABYGELLA

Pasta protettiva
Prezzo per 100 ml: 6,90 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: sì

AVÈNE Pediatril

Crema per il cambio
Prezzo per 100 ml: 15,20 euro
Petrolati: no
Phenoxyethanolo: sì

CHICCO

Pasta lenitiva
Prezzo per 100 ml: 4,80 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: sì

DERMOGELLA bébé

Baby Paste
Prezzo per 100 ml: 2,66 euro
Sostanze lenitive e protettive: ossido di zinco, olio di oliva
Phenoxyethanolo: sì

FISSAN Baby

Pasta Alta Protezione
Prezzo per 100 ml: 4,49 euro
Sostanze lenitive e protettieve: ossido di zinco
Phenoxyethanolo: sì

 

 

Osservatorio: richiedere un prestito per cure mediche, le migliori offerte di marzo

prestitoda Help Consumatori – Supermoney.eu

Spesso alcuni interventi legati alle cure mediche possono essere molto onerosi, basti pensare a un apparecchio per i denti o a degli occhiali particolari. In certi casi, stipulare un prestito bancario può essere una buona soluzione per non doversi sobbarcare subito una spesa eccessiva. L’offerta delle banche si è adattata anche a questa particolare richiesta degli utenti, fornendo diverse opzioni per le più svariate esigenze. Grazie all’aiuto di SuperMoney, portale di comparazione delle maggiori proposte di prestito, da Findomestic a Fiditalia, scopriamo le offerte più convenienti per chi necessiti di 10 mila euro da restituire in 4anni, sotto forma di comode rate mensili.

L’offerta che, secondo SuperMoney, vince la prova della convenienza è “PrestitoFindomestic”dell’omonimo istituto di credito, che prevede 48 rate mensili da 248,7 euro con TAEG al 9,33%. L’importo totale dovuto è pari a 11.938 euro (+1.938 euro, compresi gli interessi maturati nei 4 anni).

Al secondo posto troviamo “PrestitoPersonaleAvvera” di Credem, con 48 rate mensili da 262,8 euro e TAEG al 13,16%. In questo caso, l’importo totale dovuto è pari a 12.739 euro (+2.739 euro, interessi inclusi).

Concludiamo il trio delle offerte con “GranPrestitosuMisura” di Cariparma – Credit Agricole, che prevede sempre 48 rate mensile, ma da 265,8 euro. Il TAEG di questo prodotto creditizio è pari a 14,13%, mentre l’importo totale dovuto ammonta a 12.941 euro (+2.941 euro, interessi inclusi).

Ministero Salute: al via rete per attività intramuraria

da Help Consumatori

Il Ministro della salute Renato Balduzzi ha firmato oggi il decreto con il quale vengono definite le modalità tecniche per la realizzazione della infrastruttura di rete per il supporto all’organizzazione delle attività libero professionale intramuraria. Il decreto attua una delle norme del Decreto Balduzzi e prevede che Regioni o aziende del servizio sanitario nazionale attivino infrastrutture di rete per il collegamento fra l’azienda e le strutture nelle quali vengono svolte le attività in intramoenia.

Come informa una nota del Ministero, il decreto “prevede la predisposizione e l’attivazione, entro il 31 marzo 2013, da parte delle regioni e delle province autonome o, su disposizione regionale, del competente ente o azienda del Servizio sanitario nazionale, di una infrastruttura di rete per il collegamento in voce o in dati, in condizioni di sicurezza, tra l’ente o l’azienda e le singole strutture nelle quali vengono erogate le prestazioni di attività libero professionale intramuraria. La disposizione regionale deve precisare le funzioni e le competenze dell’azienda sanitaria e del professionista e prevedere, utilizzando esclusivamente la predetta infrastruttura, l’espletamento del servizio di prenotazione, l’inserimento obbligatorio e la comunicazione, in tempo reale, all’azienda sanitaria competente dei dati relativi all’impegno orario del sanitario, ai pazienti visitati, alle prescrizioni ed agli estremi dei pagamenti, anche in raccordo con le modalità di realizzazione del fascicolo sanitario elettronico. L’infrastruttura di rete per il collegamento in voce è realizzata fornendo al professionista accesso telefonico  al sistema CUP (Centro Unico di Prenotazione) ove esistente  o ad altro sistema dell’azienda sanitaria per le prenotazioni”.

ZANZARE: Come difendersi

Occorre sfatare una leggenda metropolitana: le zanzare preferiscono il sangue dolce. Tale credenza e’ priva di logica perche’ per succhiare il sangue piu’ “dolce” le zanzare devono comunque pungere la persona; e’ invece l’odore della pelle e la sua temperatura che le attirano ed e’ per questo motivo che esistono in commercio prodotti repellenti da spalmare sul corpo. Un tempo le zanzare pungevano prevalentemente di sera, oggi con la presenza della fastidiosissima zanzara tigre, gli attacchi si svolgono anche di giorno, tanto che alcuni Comuni hanno avviato operazioni di bonifica del territorio. Il metodo piu’ antico per difendersi dalle zanzare e’ quello della… zanzariera. Alle finestre o sopra il letto, la zanzariera offre da millenni la sua naturale ed efficace protezione contro gli insetti fastidiosi e nocivi. Sono, comunque, disponibili insetticidi in diverse modalita’ d’uso: spray, spirali e diffusori. Sono efficaci con l’avvertenza di tenersi lontani dai luoghi dove vengono irrorati  e di collocare i propagatori vicino a porte e finestre e non accanto al  letto o al divano. L’uso di tenere piante aromatiche (basilico, citronella, geranio, lavanda, ecc) su balconi e terrazze, oltre ad abbellirle, svolge un’azione di contenimento delle zanzare, al dire il vero un po’ blanda, che puo’ essere aumentata scuotendo le piante stesse in modo da diffondere nell’ambiente le essenze in esse contenute. Altri rimedi sono quelli che chiamiamo le “sedie elettriche per gli insetti”: sono le lampade a raggi ultravioletti con “griglia” elettrica; vanno di moda le “racchette elettriche” che possono essere agitate nell’aria proprio come una racchetta da tennis; spesso sulla “griglia” finiscono una moltitudine di insetti che sono scambiati per zanzare. Insomma tra zanzariere, creme e insetticidi il sistema di difesa c’e', basta attivarlo con un po’ di anticipo rispetto all’attacco pungitore.

Il grana padano abbassa la pressione?

da Aduc – di Primo Mastrantoni

All’European Meeting on Hypertension 2012, in Gran Bretagna,  e’ stata presentata la ricerca (1) di un gruppo italiano sugli effetti benefici che il grana padano avrebbe sulla pressione arteriosa. Responsabili sarebbero alcune sostanze contenute nel grana padano che avrebbero una azione inibitoria dell’enzima di conversione dell’angiotensina, che agisce  sulla pressione arteriosa. Gli autori hanno selezionato 29 soggetti in terapia antipertensiva che non assumevano farmaci ed hanno integrato la loro dieta con 30 g di grana padano per due mesi, senza alterare l’apporto calorico totale. Dopo il trattamento non si sono verificate variazioni nell’indice di massa corporea e nei valori del colesterolo totale e HDL, dei trigliceridi, della  glicemia, del sodio e potassio. I risultati raccolti sono comparabili a quelli dei farmaci e superiori a quelli ottenuti con la sola restrizione del sodio alimentare. I risultati migliori si sono ottenuti con i formaggi mediamente invecchiati (9-12 mesi) perché in quel periodo la concentrazione delle sostanze inibenti e’ maggiore. Riguardo ai dubbi sull’eccessivo apporto di acidi grassi saturi e sodio col formaggio, gli autori fanno notare che questo tipo di formaggio non e’ particolarmente ricco di grassi o di sodio, almeno in confronto con altri alimenti consumati: 30 g di grana padano contengono 128-129 mg di sodio e 6 g di grassi (4 g saturi, 2 g insaturi). L’effetto del grana padano non si somma a quello dei farmaci. Insomma, notizia confortante. L’idea di curarsi mangiando e gustando non ci dispiace.
(1) Crippa G et al. Dietary Integration with Grana Padano cheese effectively reduces blood pressure in hypertensive patients. J Hypertension 2012; 30 (e-Supplement A): e376.

Farmaci. Occorre piu’ evidenza alle avvertenze di prescrizione nelle etichette

da Aduc – di Primo Mastrantoni

Gli standard di etichettatura dei farmaci andrebbero riviste alla luce del fatto che le avvertenze su particolari prescrizioni, se presentate in colori non a contrasto sfuggono all’attenzione dei pazienti piu’ anziani. Lo ha dimostrato una ricerca non particolarmente ampia, ma significativa, condotta presso la School of packaging nel Michigan. I ricercatori hanno arruolato una trentina di partecipanti meta’ dei quali di eta’ inferiore ai 20 anni e meta’ oltre i 50 anni. E’ stato chiesto loro di osservare diverse fiale e flaconi su ognuno dei quali era stata apposta, oltre all’ordinaria etichettatura a fondo bianco, un’avvertenza sulla prescrizione (prescription warning label) in diversi colori e con i testi stampati a contrasto.

Poi e’ stato chiesto loro di guardare un set di etichette e dire quali di queste erano presenti su farmaci osservati in precedenza, senza entrare nel merito dei contenuti. Ne e’ emerso che i soggetti piu’ anziani avevano meno probabilita’ di ricordarle, a differenza di quelli piu’ giovani che invece riuscivano a farlo. E non era una questione di buona memoria ma di attenzione: i ricercatori, infatti, studiando i tracciati dei movimenti degli occhi durante le osservazioni, hanno notato che lo sguardo degli anziani aveva meno probabilita’ di posarsi sulle warning label, e, inoltre, tutti i partecipanti erano piu’ concentrati sull’etichetta principale bianca, e non su quella di avvertenza. Indicazione importante per stabilire dove apporre tali indicazioni: “La nostra prima raccomandazione” scrivono gli autori «potrebbe essere quella di spostare tutti gli avvertimenti su adesivi colorati dentro la principale etichetta bianca, che il 100% dei partecipanti ha letto”. Una sollecitazione in tal senso l’abbiamo fatta al ministro della Salute, Renato Balduzzi.

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