Prezzi

Colazione, Codacons-MDC: al Sud il risveglio è più caro

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Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, i più fortunati sono gli abitanti del Nord. Stiamo parlando della colazione e, secondo la rilevazione dei prezzi di alcuni prodotti tipici della colazione italiana, effettuata dal Movimento Difesa del Cittadino e dal Codacons in alcune città, nell’ambito del progetto Famiglie&Consumi, finanziato dal Ministero del Lavoro. Quanto si spende in media per un litro di latte intero, due vasetti di yogurt, marmellata, un pacco di caffè e uno di fette biscottate e una bottiglia di succo di frutta? 17 euro (mese maggio), ma al Sud la spesa va oltre i 19 euro.

Le rilevazioni sono state effettuate ogni mese, in molte sedi locali delle due Associazioni, a partire da gennaio. Il risultato è che non si rilevano grandi differenze di prezzo, ma ci sono divari geografici: costa di più comprare i prodotti per la colazione al Sud (19,2 euro) rispetto al Nord (18,5 euro) e al Centro (17,6 euro). Per quanto riguarda il canale distributivo nella grande distribuzione si può risparmiare un poco, circa il 2%.

Tra gli alimenti più rappresentativi della colazione Italia c’è il latte: secondo Assolatte nel 2012, ogni italiano consuma in media 54 litri di latte. Un litro di latte intero fresco ha un prezzo medio di 1,40 euro, con una forbice che va da 1,80 (rilevato in un negozio al dettaglio ad Ascoli Piceno) a 1,19  (presso un supermercato di Matera).

Stabilimenti balneari, O.N.F.: prezzi stabili e offerte fantasiose

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Prezzi stabili – se non in lieve diminuzione – offerte e promozioni fantasiose. E’ iniziata così la stagione balneare 2013. E’ quanto emerge dal monitoraggio effettuato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori secondo cui per contrastare il calo del potere d’acquisto, e delle presenze, i proprietari degli stabilimenti sono corsi ai ripari. Anche se – ammoniscono Federconsumatori e Adusbef – vista la condizione di profonda crisi del potere di acquisto delle famiglie ci saremmo aspettati, in realtà, una diminuzione dei prezzi più marcata.

Ombrellone, sdraio e lettino (solo per citarne i più gettonati) costano, quest’anno, in media 11 euro (11,25 nel 2012), 5 euro (5,25 e 13, 50 (stabile rispetto allo scorso anno). Per quanto riguarda le promozioni che consentono un risparmio anche del 50% si va dall’ombrellone condiviso tra più famiglie (in genere si concorda una turnazione oraria), alla cabina “in condominio” (divisa tra più famiglie), al rimborso del costo di ombrellone e lettino in caso di pioggia improvvisa, sconti e prezzi stracciati per i primi 20 clienti della giornata, ai lettini 3×2, all’ingresso a tempo (ad es. 10 ore da godere a piacimento nell’arco di una settimana), all’ingresso gratuito per i bambini, all’abbonamento settimanale che da diritto ad un ulteriore weekend gratis.

Per chi intende fare un abbonamento, inoltre, in molti casi è prevista la possibilità di pagamento a rate. Per quanto riguarda i servizi, oltre ai consueti lettini super-accessoriati, gazebo, connessione wifi, ginnastica acquatica e palestra, la novità di alcuni stabilimenti è il corso di inglese gratuito sotto l’ombrellone.

A chi, invece, preferisce la spiaggia libera,  Federconsumatori e Adusbef ricordano che chi è di passaggio non è in alcun modo tenuto a pagare l’ingresso agli stabilimenti.

Spiagge, Adoc: quest’anno niente caro-stabilimento (solo +1,5% sul 2012)

Rimini-stabilimento-balneareda Help Consumatori

Quest’anno le spiagge italiane non saranno più care dell’anno scorso, anche perché saranno in pochi a potersi permettere una vacanza. Gli stabilimenti balneari costeranno in media l’1,5% in più rispetto all’estate scorsa, in linea con l’inflazione (e con la crisi). E’ quanto ha rilevato l’Adoc, secondo cui la spesa media in uno stabilimento sarà di 29,4 euro contro i 28,9 dell’anno scorso, cioè 50 centesimi in più.

L’Associazione ha monitorato i prezzi della varie Regioni: si va dai costi più elevato di Sardegna, Liguria e Toscana (con 9-10 euro per l’ingresso, 9 euro per l’ombrellone e altrettanti per la sdraio) ai costi più contenuti di Campania e Sicilia (con 5-6 euro per l’ingresso e 6-7 euro per l’ombrellone).

Secondo l’Adoc, però, al di là dei costi, gli stabilimenti possono essere la chiave di volta per promuovere il turismo balneare e culturale, per tutelare l’ambiente costiero e rilanciare l’economia blu.

“Crediamo che gli stabilimenti balneari, se ben gestiti, possano diventare il primo baluardo per la tutela dell’ambiente costiero e marittimo ed essere il giusto viatico per il rilancio del turismo, sia balneare che culturale, e dell’economia blu, legata al mare – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – il settore oggi non vive un buon momento, il calo delle presenze e degli investimenti degli ultimi anni ha inciso profondamente sulla loro economia, soprattutto al Sud”.

L’Associazione crede, quindi, che si debba investire nelle imprese balneari e che queste possano e debbano rilanciarsi anche con iniziative intelligenti. Crediamo che possa essere avviata una sinergia tra turismo prettamente balneare e turismo culturale, collegando le meraviglie naturali delle coste alla grande ricchezza culturale e storica dell’entroterra, prevedendo percorsi e iniziative congiunte al fine di rinnovare e rilanciare l’intero settore turistico. Crediamo, inoltre, che gli stabilimenti debbano aprire in anticipo la stagione, fin da adesso, e mantenerla aperta anche dopo la fine dell’estate, in particolare nelle Regioni più favorite dal clima. In ultimo, stiamo registrando un incremento di promozioni e sconti sia sugli abbonamenti stagionali sia sui singoli servizi che, ne siamo certi, provocheranno una risposta positiva nei consumatori e nelle famiglie. Un ulteriore incentivo potrebbe venire dal punto di vista dei costi. Rispetto allo scorso anno i rincari sono contenuti e legati principalmente ai rialzi inflattivi. Mediamente l’aumento sarà dell’1,5%, per una spesa media a persona di 29,40 euro per usufruire dei principali servizi contro i 28,90 euro dello scorso anno.”

Benzina, inchiesta su prezzi gonfiati: Codacons annuncia una ricerca scientifica

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Si continua a puntare i riflettori sui prezzi della benzina. Dopo l’inchiesta sulle compagnie petrolifere che ha portato ad evidenziare gravi speculazioni atte a mantenere alti i listini alla pompa, il Codacons annuncia una ricerca scientifica sulla formazione dei prezzi dei carburanti nel nostro paese.

Su specifica richiesta dell’Associazione, prenderà il via un grande studio aperto al contributo di tutte le aziende del settore, volto ad analizzare scientificamente la determinazione dei prezzi di benzina e gasolio in Italia. “Grazie a questa ricerca – spiega il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – finalmente si farà luce sulle speculazioni nazionali ed internazioni che tengono artificiosamente alti i listini dei carburanti nel nostro paese, determinando rialzi ingiustificati che rappresentano un danno economico enorme per gli automobilisti”. E sarebbero già 7.500 i cittadini che hanno scaricato dal sito www.codacons.it il modulo per costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Varese e avviare l’iter per chiedere il risarcimento dei danni da speculazione su carburante. Tra pochi giorni il Tribunale del Riesame di Varese deciderà sull’istanza del Codacons con cui si chiede l’immediato sequestro dei contratti di acquisto delle compagnie petrolifere sui mercati nazionali ed internazionali.

Una giornata al parco acquatico costerà 175 euro a famiglia: +4% sul 2011

da Help Consumatori

Difficile prevedere come trascorreranno le vacanze estive quest’anno gli italiani. Di sicuro in molti rinunceranno a fare viaggi o passare intere settimane in località balneari. Forse si resterà in città e si cercherà rifugio dal caldo cittadino in un parco acquatico. Per andare incontro a questa tendenza, a pochi km dai principali centri cittadini stanno fioccando parchi divertimenti e acquatici. Ma, in linea con gli aumenti estivi che sono scattati su lettini, ombrelloni eccetera, aumenterà anche la spesa per una giornata in un parco acquatico.

Secondo l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, quest’anno una giornata in un parco acquatico per una famiglia tipo (2 adulti e 2 ragazzi) costerà ben 175,60, il 4% in più rispetto al 2011.

 

Ad aumentare sono soprattutto i costi dei biglietti, sia interi che ridotti, a causa della crescita della domanda e dell’ampliamento delle attrazioni all’interno dei parchi, che ogni anno introducono nuovi giochi e servizi. Certo, ci sono una serie di sconti e promozioni (dalle offerte per i gruppi, all’ingresso pomeridiano ridotto, agli sconti per anziani).

Al costo del biglietto va, però, aggiunta la spesa per il carburante: per un parco che dista 30 km a/r dalla propria residenza, si spende dai 5,70 euro ai 7,60 euro.

Federconsumatori elenca alcuni consigli per risparmiare:

  • molti parchi mettono a disposizione delle navette gratuite con partenze nelle principali stazioni, evitando così di utilizzare la propria auto (risparmiando i costi della benzina e del parcheggio);
  • chi non vuole rinunciare alla propria auto può fare rifornimento di carburante presso le “pompe bianche” (l’elenco è disponibile gratuitamente sul sito Federconsumatori), dove è possibile risparmiare 9-10 centesimi al litro;
  • organizzarsi autonomamente per il pranzo e confrontare, anche su internet, i prezzi, le offerte ed i servizi offerti dai diversi parchi.

Tutti al mare: i rincari ci sono ma il risparmio è possibile

da Help Consumatori

Mare e risparmio, il binomio non è impossibile. L’andamento dei prezzi per i servizi in spiaggia è abbastanza diversificato: rincara l’abbonamento giornaliero – forse perché sempre più spesso si fanno vacanze “mordi e fuggi” – mentre quello mensile è stabile o in leggera flessione. Le occasioni di risparmio vengono soprattutto da tariffe promozionali nelle ore meno frequentate e dagli sconti per gli over 60 anni. E’ quanto emerge dal monitoraggio sui costi dei servizi balneari realizzato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Sotto l’ombrellone ci sono ancora rincari, anche se nessuno a due cifre. “Nonostante i tempi di crisi, alcuni rincari, seppur contenuti, attendono italiani sotto gli ombrelloni. Un andamento che non ci piace affatto – affermano in una nota congiunta Federconsumatori e Adusbef – Infatti, se alcune voci sono in diminuzione, come ad esempio il costo della sdraio o gli abbonamenti mensili, entrambi sempre meno preferiti dalle famiglie, ve ne sono altri che continuano ad aumentare, come il lettino o l’abbonamento giornaliero”.

Il monitoraggio dei prezzi dice che l’abbonamento mensile (un ombrellone, un lettino e una sdraio) quest’anno ha un costo compreso fra 530 euro e 650 euro, in flessione del 3% sul prezzo minimo e stabile su quello più elevato. Al contrario, l’abbonamento giornaliero (sempre composto da un ombrellone, un lettino e una sdraio) ha un prezzo che oscilla fra 21 e 24 euro, in aumento rispettivamente del 5% e del 4% rispetto al 2011. Il prezzo di ombrelloni e sdraio è stabile o, per i costi massimi, in flessione (rispettivamente del 5% e dell’8%): l’affitto giornaliero di un ombrellone varia da 10 a 12,50 euro, quello di una sdraio da 5 a 5,50 euro. Il costo di un lettino oscilla da 11,50 euro a 15,50 euro, con un rincaro del 5% sul prezzo minimo.

Spiegano le due associazioni: “L’aumento dell’abbonamento giornaliero (lettino, sdraio ed ombrellone) e la diminuzione di quello mensile rispecchia chiaramente la tendenza al risparmio degli italiani, che non rinunceranno a qualche giornata di mare, ma dovranno fare i conti con una disponibilità economica sicuramente più limitata”.

Qualche offerta c’è e riguarda le tariffe agevolate per la terza età (risparmio del 51% sulle tariffe standard) e l’happy hour (risparmio del 29%). Commentano Federconsumatori e Adusbef: “Ci sono molte offerte ed agevolazioni che consentono di risparmiare: dall’happy hour (tariffe promozionali per chi si reca in spiaggia nelle ore “meno battute”, in genere dopo le 14:00-15:00) alle tariffe promozionali per gli over 60, alle promozioni all’insegna dell’ambiente, con sconti per chi raggiunge la spiaggia in treno o in pullman o, ancora, alle tariffe scontate per chi prenota il proprio ombrellone su internet o con largo anticipo. Grazie a queste offerte e agevolazioni si può risparmiare anche oltre il 50%”.

Senza contare che, forse proprio per offrire nuove ragioni di richiamo, gli stabilimenti spesso offrono servii aggiuntivi molto vari, che vanno dai gazebo formato famiglia alle palestre sulla spiaggia per i più sportivi, dalla spa all’aria aperta ai miniclub per i bambini, fino alla disponibilità di internet point o connessioni wifi per chi proprio non può rinunciare a internet e ai social network neanche sulla spiaggia.

Una giornata al mare? Costa il 142% in più del 2001

da Help Consumatori

Quanto costerà andare al mare quest’anno? Nonostante la pesante crisi economica che pesa sugli italiani, una giornata in spiaggia sarà più salata dell’anno scorso: una famiglia di 4 persone spenderà in media 100 euro, il 2,3% in più rispetto al 2011. Ma è il confronto con il 2001 che fa paura: allora una giornata al mare costava 40 euro, il 142% in meno. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Adoc sui costi delle varie voci di spesa, nelle varie località balneari del Belpaese.

A subire aumenti rispetto all’anno scorso sono tutte le voci principali, dall’ombrellone (+6%) al lettino (+1,9%), dalla sdraio (+9,5%) alla ristorazione (+4,1%). Ma è dall’introduzione dell’euro che i rincari sono stati vertiginosi: i costi d’ingresso sono aumentati del 262%, quelli dei lettini del 127% e quelli delle sdraio del 130%. Aumenti anche per parcheggi e gelati.

In 10 anni si è arrivati a spendere più del doppio, un dato preoccupante e che fa intendere come godersi il relax in spiaggia sia diventato una chimera per la maggior parte degli italiani. “Continuando di questo passo gli italiani il mare potranno vederlo solo in cartolina” commenta l’Associazione.

Le Regioni più care sono la Sardegna, la Toscana e la Liguria, mentre il Lazio è quella che ha subito i rincari più alti: si spende in media il 12,7% in più rispetto allo scorso anno. Rincari pesanti anche per Puglia e Emilia-Romagna (+3,7%), per Sardegna (+3,2%) e Liguria (+3,3%).

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