Energia

Bolletta: zero consumi al prezzo di 31 €

gasda Aduc – di Primo Mastrantoi

Consumi zero? Paghi 31 euro.

E’ la sorpresa della bolletta del gas di un nostro associato inviata dall’Enel.

Sono i costi dovuti, indipendentemente dal consumo, ci dicono al numero verde dell’Enel. Insomma, e’ l’equivalente del canone (tassa) televisiva, anche se non guardi la televisione paghi il canone (tassa) alla RAI, o del canone telefonico, anche se non telefoni il canone ti aspetta a fine bimestre. Alla fine il cerino rimane in mano al contribuente. Nulla di nuovo all’orizzonte!

Energia elettrica, Enel fra le tre migliori tariffe del mese

enelda Help Consumatori – Supermoney.eu

La bolletta dell’energia elettrica è una delle principali voci di spesa per il bilancio familiare. In qualsiasi momento è possibile risparmiare, cambiando fornitore grazie alle possibilità offerte dal libero mercato. Grazie al portale di confronto SuperMoney scopriamo quali sono le tre migliori tariffe al Nord, Centro e Sud Italia.

Ai fini del confronto consideriamo il profilo di un utente che spenda in media fino a 45 euro a bimestre per la luce. Per risparmiare, il nostro “amico” concentra i consumi prevalentemente di sera e nei weekend, quando il costo dell’energia è notoriamente più basso. Questi parametri saranno mantenuti invariati per le tre città considerate nel confronto tariffe: Alessandria per il Nord, Lucca per il Centro e Cagliari per il Sud. I migliori operatori sono Enel Energia, E.on e Agsm.

Ad Alessandria l’operatore che presenta i costi più bassi del mercato è Enel Energia. La sua tariffa si chiama “e-light”, è bioraria e prevede una spesa annua di 226 euro. A seguire troviamo la monoraria di E.on, “Luce Click” (242,5 euro all’anno), e la bioraria dell’operatore Agsm, “Chiara”, che ha un costo leggermente superiore rispetto alle precedenti (246,3 euro).

Nella città di Lucca, la classifica non subisce ribaltamenti e ritroviamo le stesse tariffe con i costi indicati sopra per Alessandria.

E a Cagliari? Nessuna novità nella classifica della convenienza, segno che, almeno per quanto riguarda l’energia elettrica, non vi sono differenze di prezzo riscontrabili a livello territoriale.

Rincari luce e gas: in Italia le bollette più care d’Europa

luce e gasda Adico

L’Italia si colloca ai primi posti della classifica dei Paesi che nel secondo semestre 2012 hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi energetici pagati dalle famiglie: secondo i dati di Eurostat, infatti, nel nostro Paese l’incremento su base annua è stato dell’11,0% per l’elettricità e del 10,6% per il gas. Sono dati, soprattutto il primo, più elevati della media dell’Unione europea, dove l’incremento è stato del 6,6% per l’elettricità e del 10,3% per il gas.
Per quanto riguarda i prezzi dell’energia elettrica pagati dalle famiglie europee a livello nazionale le differenze sono davvero notevoli: si va infatti dal -5% della Svezia al +21% di Cipro. La bolletta elettrica, espressa in euro, è comunque più leggera in Bulgaria (9,6 euro per 100 kWh), Romania (10,8) ed Estonia (11,2), mentre è nettamente più pesante in Danimarca (29,7), Cipro (29,1), Germania (26,8) e Italia (23,0).
Stesse divergenze di andamento e di prezzi per quanto riguarda il gas, con un trend che va dal -8% della Slovenia al +21% della Lettonia. Anche qui, i prezzi più bassi si registrano in Romania (2,7 euro per 100 kWh), mentre i più alti in Svezia (12,7) e Danimarca (10,8). In Italia i prezzi del gas (9,7 euro) sono comunque piùalti della media Ue (7,2 euro).

 

Pannelli solari. Come la Ue ci aiuta per farci spendere di piu’…

pannelli solarida Aduc – di Vincenzo Donvito

La Commissione europea ha deciso oggi di imporre dazi provvisori intorno al 47% sui pannelli solari importati dalla Cina ”in modo da riequilibrare il mercato,” La misura sara’ attuata entro il 6 giugno, data in cui scadono i tempi per l’indagine provvisoria Ue, ed entro dicembre l’Ue decidera’ sull’imposizione di eventuali dazi definitivi.
In conseguenza della misura, i prezzi dei pannelli aumenteranno in Europa e questo potrebbe avere un impatto negativo sul mercato dei servizi di installazione e di manutenzione degli impianti fotovoltaici.
Non possiamo far altro che ringraziare i nostri governanti europei perche’, se da una parte viene incentivato l’uso di energie alternative anche con la concessione di agevolazioni fiscali, dall’altra si facilita’ l’aumento dei prezzi di questi prodotti sul mercato, si’ da vanificare le medesime agevolazioni. Tanto, chi paga e’ sempre e solo il consumatore finale!
Certamente ci sono problemi per le aziende del settore, ma quale migliore occasione della concorrenza per migliorare i propri prodotti e renderli piu’ acacttivanti? Oppure la concorrenza vale solo quando fa comodo alle proprie economie e non, in assoluto come dovrebbe essere, al consumatore?

Enel Energia: Paga 1.500 € per un contatore mai installato

enelda Adico

Nel 2011 paga quasi 1.500 euro a Enel Energia per installare un nuovo contatore del gas e uscire dalla “schiavitù” del contatore condiviso con la vicina di casa, ma a oggi non solo l’intervento non è ancora stato realizzato, ma ha dovuto pagare altri 300 euro per un errore di Enel nello scavo per l’allaccio dei tubi, e si è vista maggiorare il preventivo che ora ammonta a oltre 1.700 euro. Vittima del disservizio è Adriana Prato, consumatrice di Chirignago (Venezia) che si è rivolta ad Adico Associazione Difesa Consumatori per avere finalmente il contatore e pagandolo quanto pattuito due anni fa.

La signora Prato e il marito acquistano casa nel 2007: una porzione di proprietà che ha in comune con l’altro proprietario tutti i contatori. Per un paio d’anni le famiglie dividono le spese delle utenze ma la situazione crea un disagio crescente nella consumatrice, sia per la mancanza di autonomia che per l’impossibilità di quantificare – e quindi pagare – esattamente quanto consumato. Nel 2011 quindi decidono di acquistare un contatore separato: contattano Enel e ricevono una visita dal tecnico Italgas. Ma un errore di misurazione del tecnico costa 300 euro alla famiglia veneziana, che aveva proceduto immediatamente allo scavo per la messa in opera del vano contatore e il collegamento con i tubi del gas. La signora comunque paga e paga anche i 1.467,60 euro da preventivo, che prevedeva che Enel dovesse eseguire l’intervento entro 10 giorni dalla sottoscrizione del contratto. Trascorso un mese di silenzio, la signora ricontatta la società, che scarica la responsabilità su Italgas, incaricata di fissare gli appuntamenti. Quindi chiama Italgas, che a sua volta rimpalla il problema affermando di non aver ricevuto nessuna richiesta di intervento da parte di Enel Energia: le viene consigliato di rispedire tutti i documenti, cosa che la signora Prato fa tempestivamente. Ma passano i mesi senza che avvenga nulla di risolutivo: alla fine l’unica cosa che il call center riesce a consigliarle è di rifare la pratica, ricevendo il rimborso di quanto pagato e quindi un nuovo preventivo, che le assicurano sarebbe stato di pari importo. Invece ecco che, dopo un anno di disagi, il preventivo è lievitato di oltre 200 euro, arrivando a 1.723,04 euro.

«È davvero troppo, hanno trattenuto per oltre un anno i miei soldi senza corrispondermi il servizio che avevo pagato e non solo non mi hanno risarcito ma mi chiedono di pagare centinaia di euro in più per un loro errore – è lo sfogo della socia Adico – avevo dato fiducia a Enel, alla quale pago regolarmente le bollette sia di luce che di gas, e questa è la ricompensa».

Il presidente di Adico Carlo Garofolini sottolinea come la richiesta di risarcimento avanzata dalla signora di Chirignago sia assolutamente legittima: «Ha diritto non solo ad avere immediatamente il contatore installato, ma anche allo stesso prezzo pattuito nel 2011. Di certo non è colpa sua se il lavoro non è stato realizzato nei tempi previsti quindi non deve essere lei a pagarne le spese, letteralmente. E ha diritto anche a un risarcimento per i danni patiti in questi due anni di estenuante attesa e convivenza forzata con i vicini per colpa del contatore».

Adico Associazione Difesa Consumatori è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 in via Volturno 33 a Mestre Venezia (tranne le festività imminenti del 25 Aprile e 1 Maggio): per informazioni e consulenze si può chiamare lo 041.5349637, scrivere a info@associazionedifesaconsumatori, compilare l’apposito form presente sul sito www.associazionedifesaconsumatori.it o ancora lasciando un messaggio nella pagina www.facebook.com/associazionedifesaconsumatori

Strategia energetica nazionale al via, attesa riduzione costi

energiada Help Consumatori

Riduzione dei costi dell’energia, raggiungimento e superamento degli obiettivi UE per l’ambiente, sicurezza di approvvigionamento e sviluppo industriale. Sono i 4 obiettivi della strategia energetica nazionale che i Ministri Passera (Sviluppo economico) e Clini (Ambiente) hanno approvato con Decreto Interministeriale. Atteso taglio di 9 miliardi di euro l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas. E Passera annuncia cali su bollette del gas a partire dal 1° aprile.

A oltre 20 anni dall’ultimo Piano Energetico Nazionale, questo documento di programmazione e indirizzo era molto atteso: è frutto di un ampia consultazione pubblica, avviata a metà ottobre con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del documento di proposta e proseguita con il confronto di tutte le istituzioni rilevanti (Parlamento, Autorità per l’Energia e Antitrust, Conferenza Unificata, Cnel, Commissione Europea) e di oltre 100 tra associazioni di categoria, parti sociali e sindacali, associazioni ambientaliste e di consumatori, enti di ricerca e centri studi.

Sono stati ricevuti oltre 800 suggerimenti e contributi da cittadini e singole aziende attraverso la consultazione pubblica che si è svolta on-line sul sito web del Ministero dello Sviluppo economico. Molti di questi sono stati inseriti nel documento iniziale. Ecco i più rilevanti:

  • Una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo
  • Una quantificazione di costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas
  • Una definizione più precisa delle Infrastrutture Strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa, necessari per garantire l’allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture (in uno scenario geopolitico sempre più complesso)
  • Una più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle Rinnovabili elettriche (segnatamente del Fotovoltaico), una volta terminato il sistema incentivante attuale
  • Una migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica (es. certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione)
  • Una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore

Le azioni proposte nella strategia energetica – che ha un doppio orizzonte temporale di riferimento, 2020 e 2050 – puntano a far sì che l’energia non rappresenti più per il nostro Paese un fattore economico di svantaggio competitivo e di appesantimento del bilancio familiare, tracciando un percorso che consenta di migliorare fortemente gli standard ambientali e di ‘decarbonizzazione’ e di rafforzare la nostra sicurezza di approvvigionamento, grazie ai consistenti investimenti attesi nel settore.

Si consente un’evoluzione graduale del sistema ed il superamento degli obiettivi europei “20-20-20”, con i seguenti risultati attesi al 2020:

  • Significativa riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei. In particolare, è possibile un risparmio di circa 9 miliardi di euro l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas (pari oggi a circa 70 miliardi). Questo è il risultato di circa 4-5 miliardi l’anno di costi addizionali rispetto al 2012 (legati a incentivi a rinnovabili/efficienza energetica e a nuove infrastrutture), e circa 13,5 miliardi l’anno di risparmi includendo sia una riduzione dei prezzi e degli oneri impropri che oggi pesano sui prezzi (a parità di quotazioni internazionali delle commodities), sia una riduzione dei volumi (rispetto ad uno scenario di riferimento inerziale).
  • Superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei al 2020: riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005 (obiettivo europeo 18%), riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale (obiettivo europeo 20%) e raggiungimento del 19-20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (obiettivo europeo 17%). Ci si attende che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico al pari del gas con un’incidenza del 35-38%.
  • Maggiore sicurezza, minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore flessibilitàdel sistema. Si prevede una riduzione della fattura energetica estera di circa 14 miliardi di euro l’anno (rispetto ai 62 miliardi attuali, e -19 rispetto alle importazioni tendenziali 2020), con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero. Ciò equivale a circa 1% di PIL addizionale e, ai valori attuali, sufficiente a riportare in attivo la bilancia dei pagamenti, dopo molti anni di passivo.
  • Impatto positivo sulla crescita economica grazie ai circa 170-180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, solo in parte supportati da incentivi, e con notevole impatto in termini di competitività e sostenibilità del sistema.

Per raggiungere questi risultati la strategia si articola in 7 priorità:

  1. La promozione dell’Efficienza Energetica, strumento ideale per perseguire tutti gli obiettivi sopra menzionati e su cui il potenziale di miglioramento è ancora significativo.
  2. La promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa e con prezzi ad essa allineati, e con l’opportunità di diventare il principale Hub sud-europeo.
  3. Lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali intendiamo superare gli obiettivi europei (‘20-20-20’), contenendo al contempo l’onere in bolletta.
  4. Lo sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, efficiente (con prezzi competitivi con l’Europa) e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile.
  5. La ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità del servizio.
  6. Lo sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti benefici economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale.
  7. La modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i nostro processi decisionali.

Per il lungo periodo, il documento propone azioni d’intervento per le attività di ricerca e sviluppo tecnologico, funzionali in particolare allo sviluppo dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili.

Contratti non richiesti, il Protocollo di Edison e Sorgenia

edisonda Help Consumatori

Per molti consumatori – soprattutto per quelli che ne sono rimasti vittima – sono la bestia nera del mercato dell’energia. Ritrovarsi a propria insaputa cliente di un’altra azienda non è piacevole, mettici pure tutta la trafila per poter vedere riconosciuto il proprio diritto a non cambiare. Stiamo parlando dei contratti e delle attivazioni non richieste, un settore delicato in cui Sorgenia ed Edison hanno voluto dedicare le proprie energie, dimenticando – per una buona causa – di essere concorrenti. E’ entrato in vigore, infatti, lo scorso 1° febbraio il Protocollo di Autoregolazione volontaria siglato a dicembre che prevede una serie di “oneri” (per le due Aziende) al fine di contrastare il fenomeno dei contratti non richiesti di forniture di energia elettrica e di gas naturale.

Il fenomeno è senza dubbio l’altra faccia della medaglia della liberalizzazione che è stata, senza dubbio, un’opportunità – come ha dichiarato in apertura del convegno che si è tenuto oggi a Roma per illustrare il Protocollo, il Direttore Generale di SorgeniaRiccardo Bani. “Un’opportunità per consumatori e imprese non solo per una questione meramente economica, ma anche per altri valori spesso dimenticati, mi riferisco, ad esempio, alla possibilità, per il consumatore, di cambiare fornitore qualora non si sentisse pienamente soddisfatto” ha spiegato Bani. Opinione condivisibile ma storture della liberalizzazione, come il fenomeno dei contratti non richiesti, vanno corrette per il bene del consumatore e dell’immagine dell’Azienda.L’autoregolamentazione è uno degli strumenti possibili ma non il solo. Così come le aziende venditrici non sono le uniche responsabili di tutti i mali.

“E’ necessario migliorare il servizio che i distributori rendono alle società di vendita, ad esempio sui dati di misura” ha detto Alessandro Zunino, AD di Edison Energia. E’ questo, infatti, l’altro grande tema in cima alle segnalazioni che ricevono le associazioni dei consumatori: i consumi presunti. “Non è possibile che lo sforzo economico fatto per installare i contatori elettronici in tutte le case non sia stato ancora ricompensato” ha aggiunto Massimo Orlandi, presidente di Energia Concorrente. E’ quello che si chiedono anche i consumatori che, in larga maggioranza, ricevono bimestralmente bollette basate su consumi presunti. Il motivo? Le aziende distributrici sono responsabili della lettura dei contatori (che deve avvenire secondo scadenze precise) che devono mettere a disposizione delle aziende venditrici che devono emettere, a loro volta,  le fatture su consumi reali. L’intoppo? I distributori non hanno alcun obbligo a farlo entro un termine stabilito mentre i venditori sono obbligati ad emettere fatture bimestrali. Un bel rebus che si scoglie solo con un’attività di controllo e monitoraggio che sia efficiente ed efficace.

In attesa di interventi “dall’alto” l’autoregolamentazione è un bel segnale di responsabilità e l’auspicio è che altri prendano ad esempio la best practice di Edison e Sorgenia: “A questo punto anche gli altri operatori e sopratutto gli incumbents Enel ed Eni dovrebbero avviare un confronto con le associazioni per iniziative analoghe che rafforzino le tutele previste dal Codice di condotta commerciale e dalla Delibera antitruffe varata dall’Autorità per l’energia nel 2012” ha commentato Francesco Luongo, Movimento Difesa del Cittadino aggiungendo che per MDC solo una reale concertazione con gli operatori unita a regole certe nonché la vigilanza e sanzioni adeguate possono rafforzare la  debole fiducia dei consumatori che intendono rivolgersi al libero mercato confermata in un recente rapporto della Commissione Europea.

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